I dilettanti e l'emergenza.
Apruzzese e lo stop per i portieri: «Per noi è ancora più difficile»

Martedì 17 Marzo 2020 di Tiziano Pompili
Da tempo difende la porta del La Rustica che in questa stagione si stava avvicinando a grandi passi allo storico ritorno in Eccellenza. Marco Apruzzese, portiere classe 1982, aspetta la ripresa con impazienza. La pausa forzata dei campionati ha fermato i capitolini che erano in vetta a +6 sul Riano secondo della classe nel girone B di Promozione e quindi in casa La Rustica c’è tanta voglia di terminare i campionati.
 
«Stavamo facendo una grande stagione – dice l’esperto numero uno – Alla sosta siamo arrivati con una striscia di dodici vittorie, un pari e una sconfitta nelle ultime quattordici gare. Tra l’altro il k.o. di Riano è stato un 1-4 particolare visto che in quella gara abbiamo creato davvero tante occasioni da rete. Quest’anno la squadra ha trovato una sua quadratura ideale: mister Daniele Paolini ha avuto l’intuizione di aggiungere fisicità a una squadra che negli anni è stata spesso composta soprattutto da palleggiatori. I nostri giovani vanno a “duecento all’ora” e spesso vinciamo le partite proprio grazie alla nostra superiorità agonistica». Proprio l’aspetto fisico sarà penalizzato da questa inconsueta sosta a due mesi dalla fine del campionato e ogni società si sta organizzando nel lasciare i “compiti per casa” ai suoi atleti.
 
«Anche a noi mister Paolini e il suo staff hanno lasciato indicazioni sul lavoro da portare avanti. Ma per noi estremi difensori è ancor più difficile rispetto a un giocatore di movimento: avremmo bisogno di un lavoro specifico, al di là dell’aspetto atletico è molto importante il contatto col pallone. E poi ho sempre detto che il lavoro con un preparatore è essenziale in special modo per un portiere della mia età». Il portierone del La Rustica parla della ripresa: «Prendere a “modello” la serie A e giocare a maggio e giugno potrebbe essere una soluzione anche perché è giusto provare a finire i campionati in corso, ma non si possono fare troppi calcoli sui mercoledì che creano non pochi problemi organizzativi ai calciatori dilettanti». Intanto Apruzzese, fuori dallo sport, non si è fermato: «Lavoro in una società che vende gas in bombole. Il contatto con la clientela esterna è limitato, ma esiste. E’ chiaro che c’è preoccupazione, ma la speranza è che questo brutto periodo finisca presto».
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