Coronavirus Sacrofano, positiva la sindaca Patrizia Nicolini: 150 persone a rischio

Martedì 17 Marzo 2020
Coronavirus Sacrofano, positiva la sindaca: 150 persone a rischio

A Sacrofano positiva al coronavirus la sindaca: 150 persone a rischio. Alla ricerca di oltre 150 persone, presenti alla conferenza stampa della terza tappa della Tirreno Adriatico nel comune di Sacrofano. Il sindaco Patrizia Nicolini, infatti, è risultata positiva al Covid-19 ed è già in quarantena dal 7 marzo scorso, ma pare che possa essere stata contagiata nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta nel suo comune, proprio in occasione della presentazione della terza tappa della corsa ciclistica Tirreno Adriatico, che avrebbe dovuto arrivare a Sacrofano, ma che, a causa dell'emergenza, è stata annullata.

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Sul post anche una precisazione sulla diffusione del coronavirus, che fino ad allora, aveva coinvolto solo le zone del nord Italia: «Nota importante: la situazione coronavirus è attenzionata e al momento la Tirreno Adriatico dovrebbe svolgersi regolarmente. Ovviamente la situazione può cambiare in relazione all'evolversi degli eventi». L'evento, solo 24 ore dopo, a seguito del decreto firmato da Conte, è stato annullato, mentre la conferenza stampa pare abbia provocato il contagio del sindaco Patrizia Nicolini. A informare i cittadini, un post su Facebook della Asl Roma 4, competente sul territorio di Sacrofano, ieri sera: «A seguito di acquisizione di tampone positivo per la ricerca Covid-19 del sindaco di Sacrofano, già in quarantena dal 7 marzo, è stata avviata l'indagine epidemiologica per tracciare i contatti. Il sindaco ha fornito un elenco delle persone a stretto contatto, le quali sono state rintracciate e poste in quarantena. Dall'indagine è emerso che in data 3 marzo si era tenuta, presso la sala Tanzi di Sacrofano, una conferenza stampa con oltre 150 partecipanti».

Considerato il tempo di latenza tra la data della conferenza e la comparsa dei sintomi a carico del sindaco Nicolini, «iniziati il 7 marzo, si ritiene possibile che l'evento sia stato occasione del contagio - continua il post della Asl - . Si ritiene opportuno divulgare tale informazione, in modo che, i partecipanti all'evento del 3 marzo, contattino il proprio medico o i numeri predisposti per segnalare eventuale comparsa di sintomi influenzali (febbre, mal di gola, tosse secca o difficoltà respiratoria) fino a 14 giorni a partire da tale data e porsi immediatamente in isolamento domiciliare fiduciario». La Asl Roma 4, poi aggiunge: «I partecipanti che in tale periodo non abbiano sviluppato sintomi non devono preoccuparsi».

Oltre 100 commenti e 300 condivisioni al post, che ha provocato preoccupazione tra gli utenti: «Questo comunicato dell'Asl doveva uscire non dico il 7 marzo ma almeno il 9 marzo, adesso è inutile, nel frattempo ci sono centinaia di contagiati, la celerità dell'informazione contro questa guerra perchè di guerra stiamo parlando è fondamentale», scrive qualcuno, «Incoscienti scriteriati! un ritardo ingiustificato ed una informazione stupida e inadatta. Bisogna chiedere l'intervento di un commissario o del governatore della Regione. Anche perchè in paese ci sono persone che vanno in giro come se niente fosse a scapito della salute pubblica», qualcun altro, più in allarme. «Il problema non è per i 150 partecipanti alla conferenza stampa del 3 marzo, ma dei 150 che il giorno dopo erano in giro per il paese a incontrare tutti noi... chiunque di noi ha incontrato e parlato con uno dei 150... perciò va da sé che nei prossimi giorni si avrà il picco dei contagiati», si legge ancora tra i commenti.

La Asl ha cercato, però, di calmare le acque, e spiegare il funzionamento della procedura di intervento in caso di positività di una persona: «Tutti i contatti delle persone positive sono presi in carico dalla Asl con una lista. Quando si tratta di eventi che non riusciamo a controllare con una lista fornita dalla persona stessa, dobbiamo agire con un comunicato di massa come è avvenuto oggi, per far circolare l'informazione il più rapidamente possibile». L'Azienda sanitaria ha poi aggiunto che il tampone positivo è arrivato proprio ieri, non il 9 marzo, e per questo la comunicazione è stata fatta appena ricevuto l'esito.

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«L'informazione è stata data a seguito del tampone positivo. Perchè dovrebbe essere scriteriata e inadatta? Su questa pagina facciamo molta informazione, anche in tempo reale», si difende poi la Asl, che poi raccomanda agli utenti: «è proprio per questo motivo che è importante stare a casa e rispettare le regole. Il 3 marzo si circolava liberamente, ma ora ognuno di noi deve capire che è l'unico modo per fermare il contagio».

Ultimo aggiornamento: 15:11 © RIPRODUZIONE RISERVATA