CORONAVIRUS

La strategia di Di Maio, un po’ tedesco è un po’ cinese

Domenica 15 Marzo 2020 di Mario Ajello
Luigi Di Maio cerca di ritagliarsi il profilo di risolutore di problemi pratici. Se la politica estera in questa fase difficilissima è per lo più affidata al carisma di Mattarella, all’azione di Conte, alle pressioni di Gentiloni e ai continuo contatti di Speranza con i ministri della Salute dei Paesi Ue, Di Maio prova la carta del  pragmatismo operativo da mascherina. E annuncia sui social: “Un’altra buona notizia. Vi comunico che è stata sbloccata l’esportazione, dalla Germania e dalla Francia, di mascherine, tute e schermi facciali. Siamo impegnati a tutelare la salute dei nostri cittadini e in questa fase, più di prima, è fondamentale la collaborazione tra Stati”. 

Mascherine e non solo. Ai suoi interlocutori nel governo non fa che ripetere Di Maio quanto siano importanti le sue buone entrature  con la Cina. E infatti: “Sono in arrivo dalla Cina 150 ventilatori polmonari oltre a cinque milioni di mascherine. I ventilatori si vanno ad aggiungere ai 40 arrivati l'altra sera.”. E ancora: “ Abbiamo firmato un contratto in queste ore, e due nuove equipe mediche stanno partendo in queste ore dalla Cina, per venire ad aiutare i nostri medici dal punto di vista delle informazioni pratiche che hanno usato per sconfiggere il virus a Wuhan".

Un po tedesco e un po’ cinese: Di Maio sta cercando così d’ictus slide la china e di trovare un suo spazio. © RIPRODUZIONE RISERVATA