Virtus Roma: allenamenti consentiti dal decreto del governo, vietati dalla Regione

Martedì 10 Marzo 2020
Il paradosso va a canestro al tempo del coronavirus: a Roma la gloriosa Virtus Roma è ferma da ieri, niente allenamenti. Eppure il Dpcm, firmato ieri sera dal premier Giuseppe Conte consentirebbe gli allenamenti agli «sportivi di vertice», come ribadito dallo stesso premier in diretta tv a reti unificate . Ma la società proprietaria dell'impianto nel quale la Virtus Roma abitualmente svolge la preparazione, la Smith Tellene, si rifà a un precedente decreto regionale e non consente l'uso dei locali. Per metterli a disposizioni dei giocatori capitolini aspetta una risposta scritta della Regione Lazio. Nel frattempo i giocatori sono a casa in attesa di notizie e di poter riprendere la preparazione: «fino a quando la situazione non è chiara i ragazzi non si allenano», le parole del presidente Claudio Toti. «Stiamo aspettando una pec dalla mail della Regione Lazio - spiega all'ANSA Toti - che ci confermi che ci si possa allenare e che ci riaprano il campo di allenamento». «Fino a ieri sera il decreto regionale imponeva la chiusura degli impianti e non si poteva frequentarli - spiega il n.1 della Virtus - Ora è intervenuto il decreto ministeriale ed è stata fatta dal centro Tellene (dove la Virtus si allena, ndr) richiesta specifica alla Regione. A voce ci hanno detto di si però il Tellene sta aspettando l'arrivo di una pec per riaprire il centro. Fino a quando la situazione non è chiara, i ragazzi non si allenano. Procastineremo fino a quando non avremo le idee chiare sul fatto che non si corrano rischi per una mancanza autorizzativa». Ultimo aggiornamento: 20:04 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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