Rugby, Sei Nazioni, il ct Smith: «Penalizzati dalla troppa pressione»

Sabato 22 Febbraio 2020 di Christian Marchetti
A giudicare dai volti soddisfatti sugli spalti, almeno la birra era buona. Quanto alla partita, segue trascrizione della conferenza stampa post-gara del ct azzurro Franco Smith e del capitano Luca Bigi. Iniziata peraltro ben 47 minuti dopo il fischio finale e durata 10.
«Contro la Scozia è stato un passo indietro dopo Galles e Francia? Questa è la tua opinione - ha risposto Smith a un giornalista e forse al concetto stesso di obiettività (che opinione non è) - Dal mio punto di vista, siamo partiti per percorrere la nostra strada e, purtroppo, il risultato che voleva l'Italia non è venuto. Se guardi bene la partita, noi non siamo andati "fuori". La Scozia veniva da due partite ottimamente giocate. Noi abbiamo placcato, siamo stati alla pari in mischia e in maul ma loro erano molto determinati. Quanto all'attacco, nessuno può dire che non abbiamo creato opportunità. Sappiamo cosa dobbiamo migliorare e cerchiamo di usare questo risultato a nostro favore e per motivarci».
Qual è dunque il problema? La pressione sui giocatori. «Ogni squadra che si rispetti deve essere coltivata dalla base. Oggi, ho visto questi ragazzi molto nervosi perché diventa pesante se non si vince. Non è questione di stanchezza, è un problema di pressione e occorre anzitutto stabilizzare il gioco. Abbiamo giocato con la palla, abbiamo difeso meglio delle due precedenti uscite. Fisicamente non siamo a quell'intensità e dobbiamo eliminare quella pressione».
Due parole anche sugli infortunati Marco Riccioni e Matteo Minozzi: «Riccio deve ancora essere sottoposto a controlli. Matteo ha preso una botta in testa, ma sta già bene. Seguirà il normale protocollo di 10 giorni prima di rientrare».
Bigi, infine, entra nel merito della superiorità nel gioco a terra degli avversari: «Sono stati bravi ad anticipare la pulizia. In altre occasioni hanno rubato il nostro spazio forse irregolarmente. Ma il loro obiettivo era metterci in difficoltà sui punti d'incontro e l'hanno fatto ottimamente. Per quanto ci riguarda abbiamo dimostrato di avere bisogno di palloni veloci. Ogni volta che ne abbiamo avuto a disposizione siamo stati pericolosi». © RIPRODUZIONE RISERVATA

LE VOCI DEL MESSAGGERO

Roma deserta, i controlli e la storia di Marta abbandonata in strada dai vigili (come in una favola)

di Pietro Piovani