Abiti vintage al chilo per rispettare l'ambiente, il VinoKilo arriva a Roma dopo aver conquistato l'Europa

Wednesday 29 January 2020 di Gustavo Marco Cipolla
VinoKilo_Città dell'Altra Economia_Courtesy of Press Office

«Con ogni chilo venduto di abiti usati riportiamo in vita quelli che sarebbero stati i rifiuti tessili, nonché la più grande fonte di inquinamento dopo l'industria petrolifera», spiega Robin Balser, fondatore e ceo di VinoKilo-Vintage Kilo Sale, rivoluzionaria iniziativa ideata da un gruppo di giovani con il sogno di salvare l’ecosistema riducendo il dannoso impatto ambientale causato dal fast fashion. Sabato 1 e domenica 2 febbraio, dalle ore 11 alle 20, alla Città dell’Altra Economia di Testaccio, l’appuntamento per i fanatici della moda second hand, e per chi vuole pensare “green”, approda a Roma direttamente dalla Germania dopo aver conquistato l’Europa.

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Più di 6mila i capi, unici e originali, che collezionisti e modaioli appassionati potranno acquistare rigorosamente al chilo per la modica cifra di 40 euro. Tra borse e accessori firmati, giubbotti e t-shirt che strizzano l’occhio allo stile disco anni ’80, fino ai revival griffati dei gloriosi Sixties. Per gli ambientalisti i dati parlano chiaro: sono 219 le tonnellate di vestiti a cui l'azienda tedesca di abbigliamento con sede a Magonza ha ridato vita con un risparmio di 3.262.500 chili di CO2, 543.750 metri cubi di acqua e 24.903.750 Megajoule. Lo shopping diventa così eco-friendly all’insegna della sostenibilità, che poi è stata pure il fil rouge dell’ultima edizione della kermesse capitolina Altaroma dove un quarto dei designer e marchi partecipanti, anche al progetto Showcase, ha presentato collezioni ecosostenibili puntando su upcycling, fibre naturali e riuso creativo. Inoltre, sulla piattaforma di e-commerce  vinokilo.com gli acquisti proseguono online. Chicche d’antan, pezzi cult che non possono mancare nei cassetti e che non si trovano più negli store, ma non solo. Eventi gratuiti, dj set, attrazioni per i più piccoli, live music, vino biologico e street food per deliziare i palati più esigenti passeggiando tra gli stand con shopper eco-solidali. Un'offerta-preludio all'area dedicata al Vintage Kilo Sale sarà visitabile dal pubblico con un biglietto di 2 euro.

L'azienda promotrice dell’evento recupera i vecchi indumenti in disuso dalle discariche tessili e, attraverso un attento processo di riqualificazione, li rigenera esponendoli in pop-up temporanei nelle Capitali europee, raggiungendo in quattro anni di attività risultati mai visti prima. «Finora siamo riusciti a rimettere più di 200 tonnellate di vestiti negli armadi dei nostri clienti, ma l’obiettivo è ben maggiore, considerando che esiste un potenziale di circa 800 milioni di tonnellate di abbigliamento inutilizzabile in tutto il mondo», sottolinea Balser. Lo scopo del movimento fashion? Mettere in moto un ciclo di vita infinito per gli abiti, rendendoli accessibili a tutti. Un fenomeno senza precedenti che è cresciuto nel tempo con quasi 300 eventi già organizzati al motto di “Welcome to vintage Wonderland!”. «Le emissioni di CO2 necessarie alla produzione di 200 tonnellate di vestiti equivalgono a 39.2 milioni di chilometri alla guida di un'automobile, circa 51 volte un viaggio di andata e ritorno verso la luna. Altrettanto sorprendente è il risparmio energetico: più di 4.6 milioni di cicli di lavatrici sono stati evitati con un calo sull'impatto idrico pari all’impiego di acqua utile per riempire oltre 3 milioni di vasche da bagno», affermano gli ideatori della manifestazione.
 
 
 
 
 
 

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