Cicutto, nuovo presidente della Biennale: «Un'eredità pesante, mi darò subito da fare»

Lunedì 27 Gennaio 2020
Roberto Cicutto
«Grazie al ministro della fiducia, comincerò a studiare da domani mattina». All'estero per impegni di lavoro, il neo presidente della Biennale Roberto Cicutto manifesta emozione e soddisfazione per la nomina annunciata questa mattina dal ministro di Beni culturali e Turismo Dario Franceschini.

Idee? «Assolutamente prematuro parlarne, è troppo presto, sarebbe irrispettoso e anche superficiale», dice Cicutto, una vita nel cinema come produttore, dal 2011 ad di Cinecittà Luce, incarico che ora dovrà lasciare («Lì mi chiamano presidente operaio, per quanto sono presente, sarà così anche in Laguna»).

A Venezia, continua, «raccolgo un'eredità pesante dopo il grande lavoro e il grande successo di questi anni per la direzione Baratta», sottolinea, «frequento la Biennale da quarant'anni, per il cinema e anche per le arti figurative, conosco un po' meno teatro e musica, mi darò da fare».

Quanto a Baratta, «spero che non ci molli, che ci dia una mano e ci stia dietro». Una presidenza nel segno della continuità? «Credo che sia nel cinema, sia nell'arte, per citare gli argomenti che ho seguito di più, la Biennale in questi anni sia andata molto bene», risponde. Lo stesso per l'architettura, che aprirà la nuova edizione il 23 maggio 2020. «Per questo - conclude - ringrazio e mi metterò subito al lavoro». 
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