PAPA FRANCESCO

Angelo Sodano, Papa Francesco fa uscire di scena il cardinale travolto dallo scandalo abusi

Sabato 21 Dicembre 2019 di Franca Giansoldati
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Angelo Sodano, Papa Francesco fa uscire di scena il cardinale travolto dallo scandalo abusi

Città del Vaticano Papa Francesco sceglie gli auguri natalizi alla Curia romana – una cerimonia simbolica e solenne al tempo stesso, che serve a fare il punto della situazione interna - per mandare definitivamente in pensione il cardinale, Angelo Sodano che di fatto conclude bruscamente l'incarico di decano del Collegio cardinalizio. La carica di Decano ha una funzione di primus inter pares nel collegio e fino ad oggi non prevedeva una scadenza.  Con un Motu Proprio diffuso stamattina il Papa ha stabilito che il decano avrà cadenza quinquennale. La scelta di fare uscire di scena Sodano è legata soprattutto alle ultime vicende legate alla questione della pedofilia e alle coperture che in passato hanno avuto in passato tanti criminali, come per esempio padre Maciel Marcial Degollado, un abusatore seriale, che aveva proprio in Sodano un punto di appoggio interno.

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Recentemente anche il cardinale di Vienna, Shoenborn, ha apertamente accusato Sodano di avere portato avanti sotto il pontificato di Wojtyla una linea di governo troppo morbida, che tendeva a proteggere il buon nome della Chiesa a scapito delle tante vittime degli abusi che avrebbero dovuto avere più ascolto da parte delle istituzioni. «Adesso tocca ai cardinali eleggere il nuovo decano. Spero scelgano uno che si occupi a tempo pieno di questa carica importante» ha detto Bergoglio alla cerimonia degli auguri natalizi. 

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Il discorso del Papa è stato lungo e articolato e ha affrontato il grande tema del processo di cambiamento che è in atto la Chiesa. Ha citato il Gattopardo di Tomasi di Lampedusa per mettere in guardia da finti cambiamenti. Quello che occorre alla Chiesa, ha detto Francesco, è qualcosa di profondo e radicale. Bisogna avviare processi e non occupare spazi: «Dio si manifesta in una rivelazione storica, nel tempo. Il tempo inizia i processi, lo spazio li cristallizza. Dio si trova nel tempo, nei processi in corso. Non bisogna privilegiare gli spazi di potere rispetto ai tempi, anche lunghi, dei processi. Noi dobbiamo avviare processi, più che occupare spazi. Dio si manifesta nel tempo ed è presente nei processi della storia. Questo fa privilegiare le azioni che generano dinamiche nuove. E richiede pazienza, attesa'. Da ciò siamo sollecitati a leggere i segni dei tempi con gli occhi della fede, affinché la direzione di questo cambiamento 'risvegli nuove e vecchie domande con le quali è giusto e necessario confrontarsi'».

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I cambiamenti che auspica Francesco sono quelli affiorati in questi anni. Non solo la riforma della curia, ma le aperture sui divorziati risposati, il matrimonio dei preti, il diaconato per le donne, il dialogo serrato con le diverse religioni, una radicalità tesa a mettere in pratica il Vangelo sul fronte della povertà, dei cambiamenti climatici, delle migrazioni. Naturalmente al centro c'è la fede. «Affrontando oggi il tema del cambiamento che si fonda principalmente sulla fedeltà al depositum fidei e alla Tradizione, desidero ritornare sull'attuazione della riforma della Curia romana, ribadendo che tale riforma - ha continuato il Papa - non ha mai avuto la presunzione di fare come se prima niente fosse esistito; al contrario, si è puntato a valorizzare quanto di buono è stato fatto nella complessa storia della Curia. È doveroso valorizzarne la storia per costruire un futuro che abbia basi solide, che abbia radici e perciò possa essere fecondo. Appellarsi alla memoria non vuol dire ancorarsi all'autoconservazione, ma richiamare la vita e la vitalità di un percorso in continuo sviluppo. La memoria non è statica, è dinamica. Implica per sua natura movimento».

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«Quella che stiamo vivendo non è semplicemente un'epoca di cambiamenti, ma è un cambiamento di epoca. Siamo, dunque, in uno di quei momenti nei quali i cambiamenti non sono più lineari, bensì epocali; costituiscono delle scelte che trasformano velocemente il modo di vivere, di relazionarsi, di comunicare ed elaborare il pensiero, di rapportarsi tra le generazioni umane e di comprendere e di vivere la fede e la scienza. Capita spesso di vivere il cambiamento limitandosi a indossare un nuovo vestito, e poi rimanere in realtà come si era prima. Rammento l'espressione enigmatica, che si legge in un famoso romanzo italiano: 'Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi». 

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«La vita cristiana in realtà - ha aggiunto il Papa - è un cammino, un pellegrinaggio. La storia biblica è tutta un cammino, segnato da avvii e ripartenze; come per Abramo; come per quanti, duemila anni or sono in Galilea, si misero in cammino per seguire Gesù. La storia del popolo di Dio - la storia della Chiesa - è segnata sempre da partenze, spostamenti, cambiamenti. Il cammino, ovviamente, non è puramente geografico, ma anzitutto simbolico: è un invito a scoprire il moto del cuore che, paradossalmente, ha bisogno di partire per poter rimanere, di cambiare per potere essere fedele». 

Ultimo aggiornamento: 23 Dicembre, 13:38 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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