Rigopiano, i Carabinieri sotto accusa denunciano la Polizia

Venerdì 20 Dicembre 2019 di Stefano Buda
Passa al contrattacco, nella battaglia tra inquirenti sul caso Rigopiano, l'hotel travolto dalla valanga che ha causato 29 morti, la difesa di due dei tre esponenti dei carabinieri forestali indagati per falso in seguito ad un esposto presentato dall’ex capo della mobile di Pescara Pierfrancesco Muriana. L’avvocato Monica Passamonti ha depositato in Procura le memorie difensive dei sottoufficiali Michele Brunozzi e Carmen Marinacci, che erano già stati sentiti nei giorni scorsi dal procuratore aggiunto Annarita Mantini e dal sostituto Salvatore Campochiaro. Contestualmente ha presentato un nuovo esposto, nel quale chiede di verificare se ci siano gli estremi per una ipotesi di favoreggiamento del reato di depistaggio da parte della squadra mobile.

Dunque un esposto che non pone direttamente sotto accusa Muriana, ma che in realtà è mirato nei suoi confronti. Passamonti, prendendo spunto da quanto emerso nel corso degli interrogatori dei forestali indagati e fornendo un’ampia documentazione a supporto della sua tesi, compie un’accurata ricostruzione dei fatti. In particolare l’avvocato si sofferma sulle fasi iniziali delle indagini, che cinque giorni dopo la tragedia videro la squadra mobile di Pescara, al tempo diretta da Muriana, ricevere la delega per svolgere approfondimenti sull’operato della Prefettura e per acquisire la documentazione relativa alla gestione dell’emergenza. Il legale mette in luce che il 24 e il 25 gennaio 2017, quando furono ascoltati i funzionari prefettizi, la mobile venne a sapere dell’esistenza di un brogliaccio e di una serie di appunti della sala operativa sui quali erano annotate le segnalazioni di soccorso giunte in Prefettura. Di conseguenza – viene evidenziato ancora nell’esposto – il 27 gennaio Muriana scrisse alla Prefettura chiedendo i brogliacci, ma il 31 gennaio ricevette soltanto una nota con quattro relazioni allegate. Nelle relazioni non si fece alcun cenno alla telefonata effettuata alle 11.38 del 18 gennaio, dal cameriere del resort Gabriele D’Angelo, che poche ore prima del disastro si rivolse inutilmente alla sala operativa della Prefettura per chiedere aiuto.

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