Lorenzin: «Stamina la prima grande fake scientifica dopo Di Bella»

Martedì 10 Dicembre 2019
Lorenzin: «Stamina la prima grande fake scientifica dopo Di Bella»

Beatrice Lorenzin, ex ministro della Salute, torna a parlare di Stamina dopo la morte di Davide Vannoni: «Stamina la prima grande fake scientifica che abbiamo dovuto affrontare dopo Di Bella, ma più grave, e che rischiava di portare enorme danno e destabilizzazione al nostro Sistema sanitario nazionale».

Morto Davide Vannoni, ideatore del controverso metodo Stamina: aveva 53 anni

Morto Davide Vannoni, fu condannato per il metodo Stamina
 

 

Beatrice Lorenzin, che nel 2013 da ministro della Salute si è dovuta confrontare con il cosiddetto 'metodo Stamina', oggi, alla notizia della morte del suo ideatore, Davide Vannoni, esprime un giudizio pesante sulla vicenda che rappresenta un monito anche per il futuro. Oggi, invece, ci sono «speranze vere che vengono dalla scienza».

«La morte di una persona resta tale e - sottolinea l'ex ministro, ora deputata Pd e membro della commissione Bilancio della Camera - sul piano umano non si può che esprimere rammarico». Va però detto, sottolinea, che «quella legata a Stamina è stata una vicenda gravissima». Vicenda che Lorenzin ha seguito sin dai suoi esordi. A fronte di enormi polemiche ed una crescente pressione nell'opinione pubblica, nel maggio 2013 la Camera approva un emendamento al decreto legge 25/3/2013 per l'avvio della sperimentazione clinica del 'metodo' ed a giugno Lorenzin firma il relativo decreto ministeriale. Si prevede che la valutazione venga affidata ad un Comitato scientifico di esperti di nomina ministeriale, il quale esprime un parere negativo.

Dunque, «l'apertura alla sperimentazione si sarebbe avuta se ci fosse stato un giudizio positivo da parte della commissione scientifica di esperti, ma questo non è avvenuto, anzi. Si è infatti scoperto - chiarisce Lorenzin - che non esisteva alcun metodo scientifico, non c'era cioè alcuna valenza scientifica nelle tesi sostenute da Vannoni e per questo ci sono state anche delle condanne da parte del tribunale di Torino, con il corollario che tale cosiddetto metodo non venisse più applicato».

Dunque, «anche quando Vannoni tentò di 'esportare' il metodo in Ucraina - ricorda Lorenzin - noi intervenimmo». Il tutto, prosegue, «si è rivelato un enorme falso; un 'falso' che era riuscito a filtrare all'interno del sistema italiano 'approfittando' di un momento di vacatio e che avrebbe potuto avere conseguenze disastrose in termini di destabilizzazione del sistema stesso: è stato un tentativo di abbattere il Sistema sanitario nazionale».

Il perchè è chiaro: «Rischiava di entrare a carico del Sistema sanitario, con un costo di un miliardo di euro solo nel primo anno, un metodo che non era un metodo scientifico e non era neppure brevettato. Insomma, si sarebbero potute sprecare enormi risorse per un clamoroso falso».

Ora si può dire, secondo l'ex ministro, che questa grave vicenda abbia lasciato un importante insegnamento: «che la scienza non si persegue seguendo onde emotive ma attendendosi al rigore scientifico, non dimenticando che c'è sempre qualcuno pronto a lucrare sul dolore. Ma l'insegnamento - afferma - è anche relativo al fatto che 'falsi' scientifici possono far presa poiché c'è ancora tanta solitudine tra i malati e bisogna stare vicini alle famiglie».

A distanza di vari anni, c'è inoltre una buona notizia: «È stato scoperto un farmaco contro la Sma1, una delle malattie che il metodo Stamina prometteva di poter curare. Questo, però, è un farmaco vero ed autorizzato». Oggi, conclude Beatrice Lorenzin, «per tanti bambini con particolari patologie ci sono speranze in più. Ma sono speranze vere e non fake. Perché vengono dalla scienza».

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