Monica Maggioni, polemica per l'intervista ad Assad. La Rai non la trasmette: «Non è mai stata concordata»

Domenica 8 Dicembre 2019
Maggioni intervista Assad ma la Rai non la trasmette: «Mai concordata». Scoppia il caso
Diventa un caso internazionale l'intervista realizzata nei giorni scorsi da Monica Maggioni, amministratore delegato di Rai Com, al presidente siriano Bashar al Assad. Un colloquio rimasto finora nel cassetto, tanto da suscitare l'ira di Damasco, che ne ha chiesto la messa in onda entro domani, contestando la mancata programmazione «prevista il 2 dicembre» e minacciando di trasmetterlo comunque sui media locali senza la contemporaneità prevista dagli accordi. L'ad di Viale Mazzini Fabrizio Salini precisa però che l'intervista «non è stata effettuata su commissione di alcuna testata Rai» e quindi «non poteva venire concordata a priori una data di messa in onda». Salini sarebbe stato informato del viaggio della Maggioni in Medio Oriente e della possibilità di un'intervista ad Assad: ma sulla programmazione - si sottolinea - non c'era alcun accordo, ferma restando peraltro la valutazione autonoma dei direttori di testata.

All'oscuro della vicenda, invece, il presidente Marcello Foa, molto irritato e fermamente intenzionato ad ottenere chiarimenti, forse già nella riunione del cda prevista per martedì. L'impasse ha provocato la reazione di Damasco: «Il 26 novembre 2019, il presidente al Assad ha rilasciato un'intervista alla ceo di Rai Com, Monica Maggioni», ha scritto l'ufficio stampa della presidenza siriana su Facebook. «Si è convenuto che l'intervista sarebbe andata in onda il 2 dicembre su RaiNews 24 e sui media nazionali siriani». Il 2 dicembre, però, sostiene ancora lo statement, «RaiNews 24 ha chiesto di posticipare la messa in onda senza ulteriori spiegazioni». A questo - aggiunge - sono seguiti altri due rinvii. «Questo è un ulteriore esempio dei tentativi occidentali di nascondere la verità sulla situazione in Siria e sulle sue conseguenze sull'Europa e nell'arena internazionale», protesta il regime lanciando il suo aut aut e annunciando la messa in onda domani alle 21. A quanto si apprende, l'intervista sarebbe stata proposta la sera di sabato 30 novembre al direttore di Rainews 24, Antonio Di Bella, che - pur non avendola commissionata né avendo concordato alcuna data - avrebbe chiesto di visionarla lunedì 2 dicembre, salvo poi frenare - d'intesa con Salini - in considerazione della genesi anomala di tutta la vicenda. Peraltro la copia dell'intervista sarebbe arrivata sulla scrivania di Di Bella soltanto il giorno dopo, il 3 dicembre. E in ogni caso i contenuti non sarebbero stati ritenuti adatti a una rete all news, dal momento che ribadiscono posizioni già note di Assad su diverse questioni di attualità.

Una valutazione condivisa anche da altre testate della Rai alle quali sarebbe stata proposta la messa in onda. «Chiarito che né Rainews24 né alcuna altra testata della Rai ha commissionato l'intervista al presidente della Siria Assad, né quindi ha preso impegni a trasmetterla, chi ha assunto accordi con la presidenza della Siria per conto della Rai? E perché?», sono gli interrogativi posti in modo netto dall'Usigrai, che chiede ai vertici aziendali di fare «chiarezza con urgenza» e individuare «le responsabilità», perché «è in gioco l'autorevolezza della Rai, la credibilità internazionale sua e dell'Italia». Mentre lo scontro tra la presidenza siriana e la Rai rimbalza anche sui media arabi e cinesi, il caso infiamma il dibattito politico, con Giacomo Librandi di Italia Viva e Daniela Santanché di Fratelli d'Italia che evocano la «censura», mentre Giorgio Mulè di Forza Italia definisce la vicenda «specchio di un'azienda allo sbando» e Alessandro Morelli della Lega bolla i vertici aziendali come «dilettanti allo sbaraglio che rischiano di far saltare difficili equilibri»
  Ultimo aggiornamento: 19:54 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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