Mondiale per club, Conegliano è campione, rimonta un set con i muri e la super Egonu

Domenica 8 Dicembre 2019 di Vanni Zagnoli
E’ il mondiale per club il primo trofeo internazionale di Conegliano, 3-1 all’Eczacibasi. Gioisce Asia Wolosz che magari come sempre si fotograferà senza veli dietro il trofeo. E’ festa per il centinaio di tifosi arrivati da Treviso, senza neanche il pathos del tiebreak, con Egonu protagonista, 120 punti in 4 gare. 
E’ la vittoria del nordest ricco, sulla Turchia sportiva altrettanto ricca. In Cina, a Shaoxing, semifinali e finali sono fra le protagoniste dell’ultima Champions, vinta da Novara su Conegliano, a sorpresa. Allora Egonu era con le piemontesi, è stata presa apposta dall’Imoco per dominare nel mondo chissà per quanti anni. 
E’ in grande giornata, azzecca l’ace del 6-3 ma poi sbaglia una difesa. Carli Lloyd è la regista delle ottomane, anche ex Imoco, è in sofferenza per le difficoltà in ricezione, fatica Arici, decisiva contro Novara, in semifinale. E’ l’americana Kimberly Hill a dare il 14-8 alle pantere. La serba Boskovic è campionessa del mondo e d’Europa, a scapito proprio delle nostre, per metà set non carbura, prende anche un muro da Folie. Sylla va in crisi in ricezione, restano 3 punti di margine, lascia a Geerties, la tedesca arrivata quest’anno. La mancina Boskovic trova una super serie in battuta, capovolge da sola il set, da -7 al 18-20, compresi un servizio a oltre 100 orari e una diagonale della coreana Kim. Rientra Sylla, non gira in attacco, si affaccia Sorokaite per una battuta, sbagliata. Resta un break da recuperare, chiude Boskovic per 22-25. 
Il secondo è davvero dell’Imoco, con un tocco di prima dell’alzatrice Asia Wolosz e con Egonu, peccato solo che Sylla sia così fragile in ricezione, lei che di solito è una sicurezza. Esce per Geerties, le arancioni sono più che doppiate, sul 16-7. Coach Marco Aurelio Motta è sconsolato, sui servizi di Egonu, anche perchè non incide la centrale Gibbemeyer, altra ex, per 6 anni in Italia e forse la più bella sul parquet. Ci sono scambi spettacolari, entra Fersino e la chiusura è immediata, 25-14.
I sorrisi restano nella metà campo trevigiana, Wolosz azzecca il suo tocco di prima e un ace, De Kruijf accompagna una palla oltre la rete e nel terzo parziale l’Eczacibasi è  sotto 10-9. Egonu controbreakka, Folie e Hill a muro allungano sul 17-12. Quando la padovana di famiglia nigeriana spara fortissimo, è fatta anche nel terzo e può rientrare per un attimo anche Sorokaite: 25-19.
Il quarto è equilibrato, sino all’allungo a 15-12, frutto della difesa di De Gennaro e del contrattacco di Egonu. Quando Boskovic serve, c’è silenzio nell’arena cinese, è il momento chiave, le turche recuperano solo un punto. Le centrali venete sono puntuali, Egonu e poi il muro di Wolosz danno il 21-16 e la sicurezza del primo trofeo fuori dall’Italia. Egonu sbaglia un attacco (“Che te ne frega”, le dice coach Santarelli, in timeout), non la seconda, grazie di nuovo a Moky De Gennaro. Folie è murata da Gibbemeyer (22-20). Egonu non fa passare Boskovic, è la rivincita delle sue sconfitte con la Serbia. Chiude lei, Paola Egonu, appoggiando la palla di là, di astuzia.
“Abbiamo dato tutto - spiega durante la festa Kim Hill -, anche se le gambe erano molto stanche, avevamo fiducia di battere chiunque”. Si brinda a prosecco, Maschio, il patron della società, assieme al presidente Piero Garbellotto.
Finisce quarta Novara, 3-0 dal Vakifbank Istanbul, nel derby fra tecnici modenesi, Giovanni Guidetti batte l’ex ct Barbolini 26-24, 25-23 e 25-21. Non era mancato tanto a che la finale fosse tutta italiana.

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