ROMA

Rifiuti, torna l'incubo degli scioperi: fumata nera nel vertice dal Prefetto

Martedì 15 Ottobre 2019 di Mauro Evangelisti
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Due giorni di disagi per i romani, con il rischio che la raccolta dei rifiuti, già carente per usare un eufemismo, vada in tilt per un doppio stop. Ma tra dieci giorni lo sciopero di tutte la partecipate andrà ben oltre, fermando, ad esempio, per quattro ore anche il trasporto pubblico. L’estremo tentativo di mediazione fatto ieri pomeriggio dalla Prefettura, che ha chiuso nella stessa stanza sindacati e rappresentanti di Roma Capitale, è finito malissimo con la rottura definitiva.

Andiamo per ordine. Oggi si ferma la raccolta dei rifiuti delle utenze non domestiche (nei bar, nei ristoranti, nei negozi): è il servizio assegnato da Ama con appalti a società esterne sul cui cattivo funzionamento indaga la procura, dopo i servizi de “Le Iene”. E ci sarà una manifestazione sotto la sede di via Calderon de la Barca alla quale parteciperanno anche dipendenti Ama («contro l’immobilismo»).

Ma la vera giornata nera da segnare sul calendario è il 25 ottobre: ieri, dopo una’ estenuante ma infruttifera trattativa in Prefettura con gli assessori Gianni Lemmetti (Bilancio) e Antonio De Santis (Personale) sulla grande crisi delle partecipate (da Ama a Roma Metropolitane) Cgil, Cisl, Uil e Ugl hanno confermato l’agitazione in tutta la galassia delle municipalizzate. A pagare saranno i romani: quel giorno niente raccolta dei rifiuti, bus e metro per 4 ore, non ci sarà il servizio di pulizia nelle scuole e nei bus. Cosa sta succedendo?

Il sistema delle partecipate di Roma Capitale è allo stremo: Atac è in concordato preventivo fallimentare ma il servizio (e dunque i romani) tra autobus fermi, stazioni della metro chiuse, corse soppresse è in affanno; Ama non ha un bilancio approvato dal 2016, la giunta Raggi in tre anni ha cambiato sette volte i vertici e le promesse sulla sostituzione dei dipendenti andati in pensione non sono state mantenute, mentre i rifiuti restano per strada e l’unico impianto di trattamento, a Rocca Cencia, è sotto stress con condizioni di lavoro per i dipendenti ai limiti del sopportabile; Roma Metropolitane è in liquidazione e ieri, nell’incontro con il prefetto, Lemmetti non ha dato garanzie sul futuro dei 180 dipendenti.

«Ci ha solo spiegato - dice Natale Di Cola (Cgil Fp) - che vedranno se sarà possibile ricollocarli in altre società partecipate; allo stesso modo non ci hanno dato garanzie sull’approvazione del bilancio di Ama. Sul tavolo c’è anche il caso di Multiservizi, che erogherà solo il 70 per cento dei salari dei 4mila dipendenti, perché Roma Capitale ha sospeso i pagamenti dovuti per l’appalto delle utenze non domestiche. Epilogo: l’incontro è finito male e tra dieci giorni si svolgerà lo sciopero che interesserà 30 mila dipendenti.

«Faremo una manifestazione in Campidoglio», dicono i segretari di Cgil (Michele Azzola) e Carlo Costantini (Cisl) «Raggi revochi la delibera per la messa in liquidazione di Roma Metropolitane», aggiunge Alberto Civica della Uil. Replica Lemmetti: «Le società partecipate resteranno pubbliche, garantendo i livelli occupazionali». De Santis: «Eravamo disposti a sottoscrivere precisi impegni in Prefettura, ma forse la decisione era già stata definita a prescindere dall’incontro».
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