Italia, la corsa verso il mondiale è a ostacoli

Lunedì 5 Agosto 2019 di Marino Petrelli
Qualche intoppo sulla strada che porta la Nazionale di basket in Cina. Mancano 26 giorni all’esordio a Foshan contro le Filippine, ma la preparazione non è stata tutta rose e fiori, almeno fino ad oggi. Dopo il quasi certo forfait di Nicolò Melli, alle prese con la riabilitazione per l’intervento di pulizia al ginocchio destro, si aggiunge l’appendicite di Danilo Gallinari, sentitosi male durante il ritiro di Verona e subito operato, nella notte tra sabato e ieri, in laparoscopia nell’ospedale della città scaligera alla presenza dello staff medico della Nazionale. Tutto bene secondo il bollettino, ma il neo giocatore di Oklahoma dovrà osservare qualche giorno di assoluto riposo per poi essere monitorato e presentarsi, presumibilmente in salute, a Roma per il mini raduno dal 12 al 14 agosto, prima della partenza per Atene per il torneo dell’Acropolis. Un intervento di routine, come ne avvengono a centinaia ogni giorno, ma per un giocatore che sta preparando un evento così importante è chiaro che si tratta di un freno per le sue attività fisiche e le sue prestazioni sportive. Sacchetti minimizza, ma l’incidente di percorso preoccupa di certo l’allenatore azzurro in una fase della preparazione in cui il livello necessariamente si alza. 
SI TORNA IN CAMPO
Infatti, dopo il buon torneo vinto a Trento contro Romania e Costa D’Avorio, ora la Nazionale è attesa l’8 e 9 agosto proprio a Verona da Russia, Senegal e Venezuela, avversari di caratura più importante e contro i quali essere al completo sarebbe stato piuttosto utile. Datome e Belinelli, che hanno saltato la Trentino Cup, dovrebbero far parte del gruppo, ma la squadra al completo ancora non si è vista. Si spera a questo punto di vederla ad Atene dove gli avversari saranno i padroni di casa della Grecia, la Turchia e la Serbia, inserita nel nostro stesso girone in Cina. Con o senza il giocatore Nba, cambia tutto. In caso di assenza prolungata, Sacchetti dovrà rivedere tutto il quintetto, già carente di lunghi sotto canestro. Con Gallinari, e Belinelli e Datome recuperati, la qualità sarebbe maggiore così come le soluzioni tattiche. Dando per scontata la presenza di Hackett in cabina di regia, i tre sopra citati potrebbero ruotare in vari ruoli, soprattutto in attacco, contro giocatori, magari più alti ma meno veloci. «Mancano centimetri, non certo la volontà. In Cina va una squadra di grande talento», ha dichiarato il capitano Datome. Vero, ma presentarsi al Mondiale con i migliori nella migliore condizione fisica sarebbe meglio, molto meglio. Inutile sbilanciarsi, al momento, sui dodici che giocheranno in Cina. Al fianco di Hackett, bisogna scegliere tra Luca Vitali, Filloy e Cinciarini. I primi due sembrano favoriti. Della Valle, Alessandro Gentile, Belinelli, Datome hanno già il biglietto per Foshan, restano i posti per i lunghi. Di Gallinari non si può fare a meno, così come di Biligha, unico vero centro a disposizione e di Brooks, naturalizzato italiano lo scorso settembre con l’obiettivo dichiarato di portarlo ai Mondiali. Il Tessitori visto a Trento ha destato grande interesse. Il pivot in forza a Treviso è chiamato a confermarsi, in quel caso una sua candidatura si farebbe più solida in una squadra molto “sacchettiana”. L’obiettivo dichiarato sono le Olimpiadi di Tokyo 2020, ci si arriva tramite il preolimpico del prossimo anno o direttamente dal Mondiale. Manchiamo dal 2004, quando arrivammo magicamente secondi. Un mese prima, il 3 agosto, battemmo a Colonia gli Stati Uniti nell’amichevole entrata nella storia. Dopo quindici anni, è tempo per una nuova impresa.  © RIPRODUZIONE RISERVATA

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