Eterna Pellegrini: ottava finale mondiale di fila nei 200. Con il miglior tempo

Martedì 23 Luglio 2019 di Piero Mei
Federica Pellegrini

“Ripartire dalla corsia 4! Non mi era successo neppure a Budapest due anni fa”. Lo dice Federica Pellegrini che ha appena toccato la piastra della sua semifinale dei 200 stile libero e lo ha fatto con il miglior tempo, 1:55.14.
“Mi sono trovata avanti e ho voluto spingere un po’ di più: mi sembrava strano trovarmi davanti. Il passaggio ai 100 in 56 è buonissimo: adesso bisognerà limare qualcosa nella seconda parte”. Quella seconda parte della gara per la quale Federica è diventata famosa, i suoi rush, le sue rimonte. Ne sa qualcosa perfino la Ledecky.

SARA’ LA VELOCITA’
Quel passaggio forse dipende, dice la Pellegrini, “dall’anno che ho dedicato alla velocità. Così forte non sono mai passata, e non abbiamo lavorato su questo”. Mai, in nessuna di quelle sette volte che in questa stessa gara è salita sul podio del mondo, le magnifiche sette, a prova di record di longevità difficilmente uguagliabile. Neanche Phelps che si prese una pausa.

SEMPRE ROMA
“Vedo che cadono sempre più i record di Roma 2009” dice e sorride, di finta preoccupazione. Sa che il suo mondiale, 1:52.58, è a prova d’assalti. “Beh, mi sa di sì, almeno come record italiano”. Ma anche al mondo vanno più lente. Quanto si dovrà fare domani per la finale? “Mi sa un 54 e mezzo”. La Pellegrini sembra molto in forma: dice ha sentito al Sette Colli che stava davvero bene. Mai confesserà che anche per Tokyo la sua scelta dovrebbe essere quella dei 200: i 100 sono affollati, i 200 meno “e poi da lassù qualcuno mi ha aiutato con questo virus che ha allontanato un po’ di concorrenza”. “Starò bene in mezzo, potrò controllare”. Intanto ha controllato la Sjoestroem e, soprattutto, la pericolosissima australiana Titmus. Giocando al “talent” com’è la Titmus? “Per me è sì”. Ovvio che speri che lo sia da dopodomani…

Ultimo aggiornamento: 16:48 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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