Strisce blu in Centro, modifiche congelate: saltano gli aumenti fino a 3 euro l'ora

Sabato 6 Luglio 2019 di Fabio Rossi
La riforma delle strisce blu in salsa pentastellata, già rallentata da proteste dei residenti e dubbi nella maggioranza capitolina, rischia ora seriamente di finire su un binario morto, almeno per questa consiliatura. Rinviando così a tempi migliori, tra l’altro, la riduzione dei posti gratuiti in diversi quartieri e l’aumento delle tariffe nel centro storico, che nelle intenzioni di Palazzo Senatorio avrebbero dovuto partire già in primavera. Tra gli effetti immediati dell’ultima bufera nel gruppo M5S - con l’addio di Enrico Stefàno alla carica di vice presidente dell’aula Giulio Cesare - ci potrebbe infatti essere un ulteriore stop ad alcuni provvedimenti, in tema di mobilità, di cui proprio Stefàno era il grande promotore, anche contro diversi maldipancia dei suoi.

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Un possibile disimpegno dell’ex presidente della commissione capitolina mobilità renderebbe praticamente impossibile andare avanti con questi provvedimenti. Nelle intenzioni dell’amministrazione comunale c’era la modifica delle tariffe per la sosta delle auto private nelle strisce blu e l’estensione del meccanismo anche ai residenti che vivono a ridosso o sulle strade cosiddette commerciali. Quest’ultima misura avrebbe dovuto essere sperimentata nelle settimane precedenti allo scorso Natale, per i residenti di viale Libia e viale Eritrea, ma era stata sospesa per le vibranti proteste dei cittadini.

I rincari delle tariffe, invece, sarebbero previsti in particolare nella zona a traffico limitato del centro storico, con la sosta di 60 minuti destinata ad aumentare di quasi due euro, passando da 1,20 euro l’ora a 2 euro l’ora per i primi 120 minuti e arrivando poi a 3 euro per ogni ora aggiuntiva. Nel resto del centro – da via Ludovisi a via Veneto – la tariffa dovrebbe invece aumentare di 50 centesimi rispetto a quella corrente. Lo stesso meccanismo dovrebbe essere esteso a tutte le strade che compongono la Ztl Vam 1, cioè quelle dei quartieri inseriti nell’anello ferroviario: da Testaccio al Trieste-Salario. Nelle intenzioni del Campidoglio ci sarebbero anche delle riduzioni, man mano però che si va verso la periferia. Nelle zone 3,4,5 e 6 – che corrispondono all’area sud-est della Capitale (Tor Bella Monaca, Tiburtino, Garbatella) e alle estremità dell’XI e XV Municipio fino a Ostia – la tariffa dovrebbe passare da un euro a 50 centesimi l’ora. Ma tutto ciò potrebbe a questo punto saltare.

Così come va verso lo stop il piano di riduzione dei posti gratuiti - le strisce bianche - nei quartieri a sosta tariffata. L’idea era di cancellare 12.726 stalli gratuiti dei 16.816 totali (ovvero il 75,6 per cento). La misura riguarderebbe soprattutto il quartiere Trieste, con 1.988 stalli bianchi destinati a diventare a pagamento, a cui segue il Nomentano (1.799), il quartiere Della Vittoria con 1.493 stalli gratis da rimuovere e, infine, Prati (1.052). Risparmiati dalla modifica invece i quartieri di Trionfale, Trastevere, Testaccio e Flaminio.
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