A Fano va in scena la disfida del brodetto

Mercoledì 3 Luglio 2019 di Alessandra Iannello

Gli chef stanno già affilando i coltelli e lucidando i cucchiai per la sfida che li attende il 6 luglio a Fano (PU), in pentola sobbolliranno, durante il Festival del Brodetto, quattro fra le più conosciute zuppe di pesce dell’Adriatico. ADRIATICOntEST (in programma al Palabrodetto) vedrà fronteggiarsi il brodetto alla fanese di Flavio Cerioni contro quello di Porto Recanati di Fabio Giorgini; mentre  Vasto e Jean Pierre Soria cercheranno di avere la meglio sulla zuppa di Marano Lagunare (UD) cucinata da Giorgio Da Forno. Quattro tradizioni, che nonostante attingano allo stesso pesce povero e avendo una storia più o meno simile, hanno saputo distinguersi tanto da sembrare, al gusto e alla vista, quattro piatti diversi. Fano non può prescindere dal concentrato di pomodoro e dall’aceto; Porto Recanati arricchisce la zuppa povera con lo zafferano; a Vasto si cucina con cozze bianche e nere e l’aggiunta di peperoni verdi mentre a Marano Lagunare è caratterizzata dall’aggiunta di vino e alloro.
Il brodetto cosiccome tutte le zuppe di pesce della tradizione marinara italiana, è nato a bordo dei pescherecci come pesce “povero”. Per realizzarlo, i pescatori utilizzavano i pesci non idonei alla vendita per dimensioni o perché rovinati dalle reti. Senza essere sfilettati venivano cucinati in un tegame con olio, cipolla e concentrato di pomodoro. Il tutto veniva accompagnato con il pane raffermo. In particolare, la ricetta “originale” del Brodetto di Fano prevede l’utilizzo di 10 varietà di prodotti ittici: mazzole (chiamate anche gallinella o cappone); rana pescatrice; gattuccio; tracina (chiamato anche pesce ragno); razza, boccaincava (chiamato anche pesce prete); pesce san pietro; canocchie (chiamate anche cicale di mare); seppie; scorfano.
Durante le giornate del Festival (dal 4 al 7 luglio) si potranno assaggiare anche le versioni “creative” del Brodetto, come quella che lo chef Carmelo Carnevale, direttore culinario di ChefMéd e Fish Bite servirà venerdì 5: una rivisitazione della "Matalotta" siracusana con calamarata e tartare di gambero; o come quella che Andrea Mainardi, alias “Chef Maina”, proporrà domenica 7: una “Calamarata brodettosa” ai datterini gialli e rana pescatrice dell’Adriatico.
Presenti lungo la passeggiata sul mare anche aree tematiche legate alla tradizione enogastronomica del territorio. Da non perdere, il MeetMoretta, lounge bar dedicato alla tipica bevanda di Fano nata a bordo dei pescherecci. La Moretta si serve in un bicchierino di vetro dove una miscela di liquori (anice, rum e brandy, le quantità variano a seconda delle ricette "segrete" dei fanesi), una scorzetta di limone e dello zucchero sono stati riscaldati prima che venga aggiunto, delicatamente in modo da mantenere distinti tre strati, il caffè. Nella Moretta perfetta si distinguono dal basso: liquore, caffè e schiumetta del caffè. Cocktail ufficiale AIBES (Associazione Italiana Barman e Sostenitori) dal 2006, la Moretta sarà la protagonista (venerdì, sabato e domenica) di un contest fra i migliori barman del territorio.

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