Viaggio avventura nell'Outback dell'Australia: il selvaggio Northern Territory

Venerdì 19 Luglio 2019 di Francesca Spanò
Viaggio avventura nell'Outback dell'Australia: il selvaggio Northern Territory

C’è un luogo nel mondo dove le distanze sono enormi e il tempo è scandito dal ritmo delle emozioni, più che da un comune orologio. Quel territorio è l’Australia, paradiso dalle mille sfumature di colore che, con pennellate brillanti sul palcoscenico di un tratto di terra ancora in parte selvaggio, accende suggestioni intense a ogni ora del giorno e della notte.
 

 

Lasciate le grandi città della costa meridionale con i koala, i pinguini e persino il famoso tasmanian devil, non servono abiti eleganti e accessori alla moda, ma scarpe da trekking, abbigliamento a strati e, l’immancabile costume da bagno e si è pronti a fare un salto in un macromondo parallelo destinato a restare scolpito per sempre nei ricordi più profondi. Gli angoli non troppo turistici che si incontreranno nell’Outback australiano, rappresentano un mix di pianure verdeggianti, aspre colline e paesaggi desertici, ma ad accompagnare aree boscose e viali alberati, è la terra rossa emblematica del Northern Territory, in grado di parlare all’anima del visitatore.

Un tour di una decina di giorni si snoda da queste parti tra città animate da festival (e ottimo vino locale), cultura aborigena, parchi nazionali abitati da coccodrilli e decine di specie di volatili rari e, non dimentichiamolo, tra giri di shopping nel centro di Darwin dove scovare qualche oggetto originale o qualche affare inaspettato, nonostante i costi non proprio economici. Un itinerario che permetta di avere un'idea generale e piuttosto dettagliata di questo angolo di Australia, può iniziare da Darwin, per poi raggiungere il maestoso Uluru e il Kata Juta National Park, le piscine naturali dei Parchi Nazionali e le interessanti pitture rupestri della cultura aborigena, passando per Alice Springs e per il Santuario dei canguri, dove i piccoli rimasti orfani della mamma vengono curati e allevati da “Brolga”, ormai rinomata star televisiva a livello mondiale. 

Alla scoperta del cuore incontaminato dell’Australia

Dal Red Centre ai mercati di street food sulla spiaggia, che strizzano l’occhio al movimento hippie e al mondo dei surfisti e degli amanti del fisico perfetto il passo è breve. Inizia quindi l’avventura nell’Outback, un luogo difficile da segnare nelle mappe ma impossibile da scordare di fronte a cieli immensi, fauna straordinaria e orizzonti carichi di pochi elementi diventati però simboli di una cultura e di un Paese unico. Il periodo migliore per visitarlo va da giugno ad agosto o settembre e ottobre, quando regala il meglio di sé.

Darwin, shopping e visita al Mindil Beach Sunset Market: arrivati in città è subito tempo di scoprire quanto qui il cielo sia di un blu diverso e le gradazioni cromatiche, di conseguenza, siano più brillanti. Tra le sue ampie strade sono tantissimi i negozi dove trovare di tutto e per chi giunge tra aprile e ottobre, c’è una sorpresa in più: il Mindil Beach Sunset Markets, ogni giovedì (dalle 17 alle 22) e la domenica sera (dalle 16 alle 21). Qui si possono gustare diverse specialità locali, a base di canguro e coccodrillo per esempio, o cibo in stile asiatico, e consumarlo direttamente sulla spiaggia. Oltre ad artisti locali che si esibiscono, già dal tramonto ci si può perdere tra bancarelle di cucina internazionale, artigianato e intrattenimento con specialità che arrivano anche da Turchia, Grecia, Sri Lanka, Sud America, Nord Africa, India e da tutto il Sud Est Asiatico. Per un tramonto con vista e pic nic e per godere della magia di un'atmosfera davvero particolare si può soggiornare nel limitrofo Mindil Beach Resort, ben collegato con il cuore pulsante cittadino. Interessante, a Darwin, il Waterfront Precint che comprende un terminal per le navi da crociera, alberghi, ristoranti e negozi di lusso e lo Sky Bridgem un camminamento sopraelevato e un ascensore panoramico.
 
Alice Springs: una vera oasi dopo chilometri di deserto, si trova a sei ore di auto (ma si raggiunge anche con i voli interni della Qantas) dall’Uluru-Kata Tjuta National Park. Scoprirne l’incredibile evoluzione è un dettaglio molto interessante durante un viaggio nell’Outback. Più di 140 anni fa, infatti, era una semplice stazione del telegrafo, sull’Overland Telegraph Line, che si estendeva in tutto il continente e trasmetteva messaggi tra Darwin e Adelaide. La stazione è rimasta attiva fino al 1932 e poi fu trasformata in un ricovero per i bambini aborigeni di sangue misto fino al 1963. Ancora oggi, è possibile scoprire come funzionava e vederne le graziose casette dell’epoca perfettamente conservate, con tanto di arredi e dettagli. La sua posizione è remota, abbracciata dal deserto rosso e dalle locali catene montuose ma non è più un leggendario insediamento di frontiera. Ora è un luogo vivo e carico di alternative per chi ama la natura e l’avventura. Oltre al passato avventuroso dei pionieri, da qui si parte verso vibranti paesaggi dai colori accesi. Da non dimenticare, la visita all’Alice Spring Desert Park, dove ammirare tutti gli animali dell’Australia Centrale lungo recinti all’aperto che ricreano i loro habitat naturali. E c’è poi lo spettacolo degli uccelli da preda, dove gheppi, nibbi e aquile volano in libertà e si avvicinano per gustare qualche sfizioso “spuntino” offerto dalle locali guide specializzate al fine di mostrare da vicino le specie ai turisti di passaggio. Altra meraviglia è il The Kangaroo Sanctuary, gestito da Chris 'Brolga' Barns che da anni ormai si occupa di salvare i piccoli canguri rimasti orfani e aiutarli fino al momento in cui potranno di nuovo raggiungere i propri simili. Oggi il suo centro ne conta 256 e lui è una vera star, dopo aver realizzato una famosa serie a tema per la BBC UK / National Geographic USA dal titolo “Kangaroo Dundee” . In più, è stato anche il proprietario del famoso canguro “muscoloso”, Roger. Dove dormire da queste parti? L’ Hotel Sails in the Desert si trova in una posizione strategica, per non perdere nessuna delle attrazioni della zona e il Crown Plaza Alice Springs Lasseters è una interessante alternativa

Tramonto, alba e suggestioni di fronte a “sua maestà” l’Uluru

Uluru (Ayers Rock) è inserito tra i siti Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco e non potrebbe essere altrimenti. La montagna sacra agli aborigeni e un must assoluto durante un viaggio da queste parti e non è difficile capirne il perché. Nessuna foto riuscirà mai a catturare del tutto le migliaia di sfumature che assume in ogni momento del giorno ed è incastonato all'interno del Parco Nazionale Kata Tjuta, in grado di offrire innumerevoli attrattive. Il maestoso monolite coglie sempre di sorpresa e non importa quanto ci si sia preparati all’evento. Si resta attoniti di fronte alla lunghezza di 3,6 km e all’altezza di 348 metri, tenendo conto che due terzi sono sepolti sotto la sabbia. Tra le sue curve geologiche ci sono diversi siti sacri di particolare importanza per le popolazioni anangu e la sua bellezza è uno spettacolo a cominciare dal tramonto quando va in scena su una tavolozza di tinte marroni-rossastro praticamente infinita. All’alba, concedersi una colazione, aspettando che si “accenda” come una luce che colora tutto il paesaggio circostante è una delle esperienze più belle di tutta una vita. Il color ocra punteggiato di angoli estremamente rossastri e altri marrone scuro è un must e diventa quasi un gioco scovare tratti di arancione brunito, rosso intenso e nero fumo che si alternano in una girandola di meraviglia. Per un viaggio della zona completo, comunque, ci si deve spostare anche a Kata Tjuta (Monti Olga) uno spettacolare gruppo di rocce a cupola diviso in 36 massi, tutti a distanza ravvicinata. Intorno, vallate profonde e gole di particolare effetto scenografico, create nei millenni da processi naturali complessi.

La cultura aborigena

Gli abitanti aborigeni dell’Australia, si trovano in molte zone del Northern Territory da oltre 60.000 anni e nelle regioni centrali da 24.000. Le escursioni nei loro territori oggi sono continue, grazie alla loro apertura a condividere le proprie tradizioni con i visitatori, nel pieno rispetto però delle aree sacre.

Kakadu National Park: non un semplice parco nazionale

Chi vuole assaporare il legame indissolubile che c’è fra gli aborigeni e il territorio, non può perdersi questo luogo. Esteso su una superficie di 20.000 kmq conserva un ecosistema particolare e una importante testimonianza di arte rupestre. Vero patrimonio culturale del Top End, rappresenta la patria della cultura indigena contemporanea. Le emozioni seguono il ritmo del giorno e cominciano all’alba con una crociera nei billabong carichi di fauna e di coccodrilli, per proseguire verso le rocce traboccanti di pitture rupestri risalenti a 25mila anni fa in compagnia di una guida. Indimenticabile è infine nuotare nelle piscine naturali tra scarpate in arenaria e fresche cascate. Un esempio di questo tipo è Gunlom (Waterfall Creek), un sito spettacolare nel sud di Kakadu National Park. Nel corso dei millenni, l'acqua si è raccolta sopra una scogliera a strapiombo che crea una grande piscina a strapiombo su palme e vegetazione fitta. L’escursione in cima è ricompensata, dunque, da una magnifica vista sul Kakadu. E per immergersi completamente nell’atmosfera si può dormire ai Coinda Lodge a tre ore da qui, senza wi-fi e coccolati dalle stelle e dagli echi della natura che di notte regala il meglio di sé. Per ulteriori informazioni, è possibile consultare il sito: northernterritory.com.

Come arrivare

Singapore Airlines per raggiungere questo tratto di Australia, rappresenta un’ottima alternativa per via dei suoi eccellenti collegamenti. Attualmente unisce Singapore con 6 voli settimanali da Milano Malpensa e 4 da Roma Fiumicino e da qui poi si può raggiungere in poche ore Darwin e l’Australia, grazie anche alla compagnia regionale SilkAir e alla low cost Scoot. A partire da luglio 2019 i voli da Milano diventeranno giornalieri. La compagnia è nota per il servizio di bordo e per le rinomate Singapore Girls, le iconiche hostess che indossano una divisa ideata nel 1968 dallo stilista Pierre Balmain ispirandosi al tradizionale sarong singaporiano, e per l’impiego di una flotta di ultima generazione che permette di offrire ai passeggeri un viaggio confortevole in tutte le classi, rendendo ogni viaggio un’esperienza unica. Interessante è sapere che coloro i quali si trovano in transito a Singapore per più di cinque ore, possono approfittare del Free Singapore Tour, un percorso della durata di 2 ore e 30 che consente di visitare le attrazioni della città del Leone e intrattenersi durante le lunghe ore di scalo.
 

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