Torvaianica, dolore per Maria: «La sua vita era senza ombre»

Domenica 16 Giugno 2019 di Moira Di Mario e Mirko Polisano

«Una signora così educata che salutava sempre, non mi riesco a capacitare di questo dramma». Gli inquilini del palazzo in via Varrone, a Pomezia, dove viveva Maria Corazza, così come tutta la città, sono sotto choc. Quaranta appartamenti e diverse famiglie che si conoscono più o meno bene. Ma in molti la ricordano mentre accompagnava la figlia a scuola, il compagno Maurizio che entrava e usciva a orari diversi e il cagnolino - un chihuahua - arrivato da pochi mesi a rallegrare questa famiglia. Miriam che lavora nella palestra di fronte al palazzo e vive al quarto piano racconta: «Maria si è era iscritta in palestra lo scorso anno, aveva frequentato poco, penso appena un mese ma era sempre molto cordiale».

Di Maurizio delle sorelle della vittima e della figli ieri non c’era traccia, l’uomo dopo essere stato ascoltato per 12 ore ieri ha trascorso la giornata fuori casa. Il suo alibi è stato confermato da tre colleghi. «Non sono mostro, Maria l’amavo davvero», ha detto ai carabinieri nella stazione di Torvaianica mentre lo sentono come persona informata sui fatti. «Maria qualche volta la incontravo per strada. Spesso la vedevo uscire in macchina con la mamma, la signora Pina. Erano molto affettuose. Mi salutavano dal finestrino. Si preoccupava sempre per lei», dice Maria che abita alle case ex Gescal di via Varrone di fronte a dove vivono i Corazza. «Non posso credere che abbia fatto questa fine una così bella e brava ragazza - continua Maria - era tenera quando accompagnava la madre dal medico o la figlia a scuola. Ieri sera mentre guardavo il tg ho visto la foto di lei in televisione. Ho fatto un salto dalla sedia: non poteva essere possibile». Una vita sembra ombre, quella di Maria.

«Io abito qui dagli anni’70 - racconta un’altra vicina - e quella famiglia la conosco bene. Però Domenico non l’avevo mai visto prima». Anche le sorelle di Maria non sono in casa. Pamela e Stefania non si sono viste in giro per Pomezia. «Sono distrutte dal dolore - fa sapere una negoziante della zona - la signora Stefania viene spesso qui da noi a fare la spesa, quasi tutti i giorni. Viene anche con la nipotina, è una famiglia di persone gentili». Una vita che scorre nell’ordinaria quotidianità, quella di Maria e del compagno Maurizio. «Li sentivo litigare - ammette un’altra vicina di casa - ma come tutte le coppie. Come è normale che sia, senza eccessi di nessun tipo».

Dopo aver accompagnato la loro piccola a scuola, Maria e Maurizio andavano a fare la spesa e poi si fermavano a fare colazione in una nota pasticceria del centro di Pomezia. «Caffè per lui, cappuccino per lei», racconta una commessa: «sembrava una coppia affiatata». Sgomento tra parenti e amici di Maria e Domenico, che continuano a sperare che non si tratti di loro. Il dolore circola anche sui social con messaggi di amici e colleghi. «Non è possibile, non ci credo» si legge in un messaggio, «Non ti dimenticherò» scrive un’amica di Domenico, mentre c’è chi sottolinea: «Chi ti ha fatto questo deve passare in carcere il resto della sua vita».
 

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