Whirlpool: "Nessun disimpegno. Stabilimento Napoli non chiuderà"

Giovedì 13 Giugno 2019
(Teleborsa) - Lo stabilimento di Napoli non chiuderà e non c'è nessun disimpegno dagli accordi con l'Italia. Lo ha confermato, ieri, in serata la stessa Whirlpool al termine del primo tavolo di confronto al ministero dello Sviluppo economico. Un punto a favore per la linea del pugno duro adottata dal ministro Luigi Di Maio con la firma della direttiva che consente a Mise, ministero del Lavoro e Invitalia di valutare il rientro dalle agevolazioni concesse alla multinazionale per implementare il proprio assetto industriale sul territorio italiano, in caso di mancato rispetto degli accordi.

La marcia indietro della Whirlpool "è il presupposto per ricominciare il dialogo, da lunedì dò per scontato soluzioni che ripartano dai pilastri individuati negli accordi originari", ha commentato il Vicepremier. L'azienda ha chiesto, infatti, altri quattro giorni prima di illustrare una proposta. Nel corso dell'incontro Whirlpool ha confermato "l'importanza strategica dell'Italia all'interno della regione Emea, sia dal punto di vista industriale che commerciale" e l'intenzione a continuare su questo percorso con la firma del Piano Industriale impegnandosi a "procedere con le discussioni con tutti i soggetti coinvolti al fine di definire i dettagli della soluzione per il sito di Napoli e le sue persone".

"Whirlpool Emea ha accolto con favore l'apertura del ministro Di Maio a lavorare con le istituzioni e le parti sociali secondo le linee guida condivise dal Mise", si legge nella nota ufficiale diramata dall'azienda. Nel testo si sottolinea che l'obiettivo della soluzione sarà garantire "la continuità industriale allo stabilimento e i massimi livelli occupazionali, al fine di creare le condizioni per un futuro sostenibile del sito napoletano". La multinazionale statunitense "si riserva di valutare nel dettaglio" le misure incluse negli atti di indirizzo firmati ieri da Di Maio e rivolti "al ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, al Mise e ad Invitalia, i cui dettagli sono tuttora sconosciuti. Questi atti – sottolinea Whirlpool – potrebbero, infatti, rappresentare importanti elementi di novità per il Piano Industriale dell'Azienda e per la sua competitività industriale in Italia".

"In questa settimana ho chiesto con forza a Whirlpool di non abbandonare Napoli, altrimenti nemmeno avremmo continuato la discussione. L'azienda oggi al tavolo ha detto per la prima volta che non si disimpegnerà più dallo stabilimento – ha spiegato ieri Di Maio –. Questa è la base su cui costruire e ci aspettiamo risposte entro la settimana prossima".

La prima fase di contrattazioni con l'azienda non convince, però i sindacati che parlano di "primo passo" e di "spiraglio" ma continuano a fidarsi poco. Nessuno, infatti, al tavolo istituzionale ha ancora chiaramente scongiurato la possibilità di una cessione del sito da parte di Whirlpool a un soggetto terzo. "Non disimpegno non vuole ancora dire tutto" ha commentato la segretaria nazionale della Fiom Cgil, Barbara Tibaldi. "Non sarà facile passare da una dichiarazione aziendale generica di disponibilità alla risoluzione effettiva della vertenza" ha affermato il segretario nazionale della Uilm, Gianluca Ficco. Della stessa opinione anche la segretaria nazionale della Fim Cisl, Alessandra Damiani: "ci sono aperture ma è tutto da verificare".



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