MATTEO SALVINI

Spread vede quota 300, impatto su banche e manovra

Mercoledì 15 Maggio 2019
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Spread vede quota 300, impatto su banche e manovra
Lo spread sfonda quota 290 punti base e gli investitori sono pronti a scommettere che con l'approssimarsi delle elezioni il differnzile fra Btp decennali italiani e Bund tedeschi salirà fino a 300.

Sono bastate poche battute di Matteo Salvini in sfida al fragile equilibrio raggiunto con l'Ue sui conti pubblici a
rimettere il rischio-Italia sotto i riflettori dei mercati. «No, assolutamente no», ha risposto oggi alla domanda se fosse
preoccupato dell'impatto sullo spread della promessa fatta ieri, quando ha parlato sia di deficit sia di debito: «Se servirà infrangere alcuni limiti del 3% (di deficit. ndr) o del 130-140% (del debito ndr), tiriamo dritti». Parole che oggi hanno fatto impennare lo spread fino a 291, con un calo delle banche (Ubi arrivata a sfiorare -4%, Mediobanca -2,3%) e della Borsa prima che il rinvio dei dazi Usa sulle auto e le rassicurazioni del ministro dell'Economia Giovanni Tria facessero recuperare in chiusura con lo spread a 284,5 punti base e con il listino generale di piazza affari in lieve arretramrnto dello 0,14%.

Per l'economia reale uno spread che restasse a livelli così alti promette nuove difficoltà per le banche, che hanno nel portafoglio molti titoli di Stato. E in prospettiva meno prestiti a famiglie e imprese. Fra i rischi c'è anche quello di un ulteriore aggravio dei conti pubblici: già ai 250 punti base dello scorso aprile Bankitalia quantificava, da qui al 2021, 11 miliardi di costo del debito in più rispetto a un anno fa. Questo spiega l'attenzione con cui il ministro dell'Economia segue l'andamento dello spread. Tria ha sostenuto che si tratta di un nervosismo «comprensibile alla
vigilia di queste importanti elezioni europee» ma «ingiustificato» perché gli obiettivi restano quelli del Def: come dire che i riferimenti sono un deficit al 2,4% e un debito che, dopo aver toccato il 132,7% quest'anno, dovrà riprendere il percorso di discesa.

Sulle nuove tensioni gli analisti hanno comunque chiamato in causa le dichiarazioni di Salvini, più che l'avvicinarsi della scadenza elettorale: «I Btp sono stati sotto pressione dopo i commenti di Matteo Salvini sul deficit», dice un report di Unicredit. Stesso tenore dagli uffici studi di Mps: «Rimangono sotto pressione i Btp dopo alcune dichiarazioni del Vice Premier». «Un appello a tutta la politica e ai responsabili del Governo a fare attenzione al linguaggio» è del resto stato fatto anche dal presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia «perchè a volte solo a causa del linguaggio aumenta lo spread ed è inaccettabile».

Il timore è che le lancette dell'orologio tornino allo scorso dicembre - lo spread toccato oggi non era così alto da allora - quando lo scontro fra Roma e Bruxelles aveva evitato all'Italia in extremis una procedura Ue di infrazione per il criterio del debito. Grazie a una tregua che ora sembra vacillare. Tanto più che in molti ipotizzano che la Lega, anche se non riuscirà a scombussolare gli equilibri politici europei, una volta rafforzata dal voto del 26 maggio alzerà il tiro. Con il rischio di una resa dei conti con Bruxelles a settembre, quando la manovra imporrà di scegliere fra un aumento dell'Iva politicamente indigesto o un deciso taglio della spesa, proprio mentre la Lega intende onorare la promessa della flat tax. Per non parlare dell'ipotesi di elezioni anticipate, che metterebbero la legge di bilancio in un ingorgo politico.

Michael Leister, di Commerzbank, spiega che «il mercato sta anticipando» lo scenario di un rialzo degli spread che ci si attendeva per quando la manovra sarebbe entrata nel vivo, in estate: ora «verrà messa alla prova la resistenza del 300-320 punti base». Anche Citigroup prevede «un ulteriore ampliamento a 300 punti base», si legge in un'analisi.  

  Ultimo aggiornamento: 16 Maggio, 10:35 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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