Montesacro, anziana uccisa nella rapina in casa da una banda di rom: 5 arresti

Martedì 14 Maggio 2019 di Alessia Marani
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Anna Tomasino e Miki Trajkovic

In tre a bordo di un treno stavano scappando dall'Italia per riparare in Francia e uno di loro è stato bloccato alla frontiera, uno si è nascosto a Moncalieri (Torino) a casa di parenti, un altro lo hanno stanato nel campo nomadi di via Salviati, lo stesso da cui nel 2016 partirono gli assassini della studentessa cinese Zhang Yao, finita sotto un treno per inseguire i suoi rapinatori. Infine, l'ultimo lo hanno rintracciato a Pomezia. In tutto erano cinque i rom che la sera del 5 maggio hanno partecipato al furto finito in tragedia in casa di Anna Tomasino, 89 anni, a Montesacro. La donna che era al telefono con un'amica, si è accorta di loro ed è stata colpita alla testa, forse con l'arnese usato per rompere la finestra, ed è morta l'indomani in ospedale. «Eravamo tutti al campo nomadi di via dei Gordiani a festeggiare San Giorgio, il nostro patrono, avevamo mangiato e bevuto un bel po' e per chiudere in bellezza la serata ci siamo detti: andiamo a rubare», ecco il loro racconto.

LA GANG
La fuga dei ladri acrobati, però, non è riuscita. Arrivati domenica mattina a Ventimiglia, proprio l'uomo ritenuto l'autore materiale del delitto, Miki Trajkovic, 36 anni, nato a Vasto (Chieti), ma di nazionalità bosniaca e domiciliato nel campo di Gordiani, è stato fermato perché aveva una nota di rintraccio per immigrazione clandestina, in quanto era già stato espulso dall'Italia e non doveva rientraci. Prelevato dagli agenti e portato nel carcere di Imperia, gli altri complici hanno prima proseguito il viaggio poi, temendo che con l'arresto di Miki, gli inquirenti sarebbero arrivati presto anche a loro, sono tornati indietro. Qualcuno ha tentato una improbabile latitanza. Drako Kotisc, invece, serbo di 31 anni, anche lui di Gordiani, consigliato dal suo avvocato, alle 20 di domenica ha varcato l'ingresso della caserma dei carabinieri di Cinecittà e si è costituito. «Il mio amico e io siamo entrati in casa dell'anziana arrampicandoci dai balconi, lei ha urlato, io ho detto di andarcene, lui invece ha tardato. Ho sentito un botto, ma non ho visto mentre la colpiva, non so dire con che cosa», l'ammissione è velata da alcune reticenze. Degli amici ha indicato solo nomignoli e i loro cellulari erano tutti disattivati da giorni. I carabinieri della Compagnia Casilina si mettono in moto, le loro indagini si incrociano con quelle di Squadra Mobile e commissariato Fidene. Gli investigatori scoprono che ad attendere Miki e Drako in via Bernina al volante di una Volkswagen Bora grigia (ora sequestrata), c'era Bidam Sulejmanovic, bosniaco, classe 77, residente a Salviati; in strada, ma appiedati, a fare da pali c'erano i cugini Dylan e Dennis Trajkovic, 20enni, quest'ultimo nato a Moncalieri. Dylan viene, invece, rintracciato vicino alla stazione ferroviaria di Santa Palomba (Pomezia). In sei ore sono tutti in caserma. Dylan e Sulejmanovic ammettono ai carabinieri di Tor Tre Teste: «Eravamo i pali».

LA CONFESSIONE
Una prima ammissione l'avrebbe già fatta anche il 36enne fermato a Ventimiglia, davanti ai poliziotti, in attesa della direttissima per l'immigrazione irregolare: «Sì, l'ho colpita, ma non per ucciderla». Nei confronti dei cinque è scattato il fermo di indiziati di delitto, ora il pm, entro 48 ore, dovrà chiederne la convalida al gip. «Sono rom, saranno tutti espulsi - ha detto il ministro dell'Interno Matteo Salvini - li mandiamo via perché di questa gente ne abbiamo piene le scatole». «Questi vermi meritano pene esemplari e galera certa», ha aggiunto. Fratelli d'Italia per voce di Paolo Trancassini, coordinatore del Lazio, però, incalza: «Il ministro a Salviati c'è stato in campagna elettorale, che aspetta a chiuderlo?».

IL BASISTA
Intanto le indagini sul furto a Montesacro proseguono. Gli inquirenti, infatti, non sono convinti che i ladri abbiano scelto l'appartamento di Anna a caso. L'ipotesi è che il gruppo - tutti con una sfilza di precedenti per furti e rapine - avessero ben studiato il raid, magari con l'aiuto di un informatore. Nemmeno un anno fa, fu svaligiata l'abitazione adiacente, quella dove risiedeva la nonna dell'ex calciatore Alberto Aquilani. Alfredo Dispensa, figlio di Anna, tira un sospiro di sollievo: «Che non facciano più male ad altri».
 

Ultimo aggiornamento: 14:03 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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