FIDUCIA

«Come riacquistare fiducia», esercizi per le giornate “no”

Martedì 14 Maggio 2019 di Maria Lombardi
Le strategie per risollevarsi nelle giornate negative
Una di quelle giornata che non ne va una. Magari è l'ennesima. Nero dentro e fuori, un muro di cattivi pensieri. Fiducia zero, da dove si ricomincia? Si può chiedere aiuto ad altri, e se non capiscono? Ma si può anche chiedere aiuto a se stessi e trovare le parole che possono "curarci". Ecco qualche esercizio per risollevarsi dalle giornate “no”.

Domande in terza persona
«Un esercizio efficace per alleviare la tensione e prendersi cura di sé in modo compassionevole - suggerisce Maria Beatrice Toro, psicoterapeuta, esperta di Mindfullnes e direttrice della scuola di specializzazione di Terapia cognitiva interpersonale - è quello di rivolgere a se stessi domande in terza persona: Maria Beatrice, perché sei così sconvolta? Questo ci consente di fare un passo indietro, ci fa superare il coinvolgimento eccessivo e vedere meglio il nostro stato
».
La risposta buona

«Il secondo passo è immaginare la frase di cui abbiamo bisogno. La possiamo attribuire a una persona che per noi incarna saggezza e benevolenza, può essere una persona reale o immaginaria. Cosa ci direbbe in questo momento? La risposta va usata come un mantra per qualche giorno».
Il doppio biglietto

«Nelle situazioni in cui abbiamo bisogno di credere di più, suggerisco alle mie pazienti di scrivere su un biglietto cosa ci dice la mente quando ci vuole bastonare e dall'altra parte dello stesso biglietto cosa ci dice quando ci vuole sostenere e incoraggiare. Poi bisogna guardare il biglietto da una parte e dall'altra e vedere come cambiano i sentimenti. Tenerlo infine dalla parte positiva».
La voce interiore

«Le parole del dialogo interiore danno significato a quello che viviamo e sono quelle che si costruiscono nell'infanzia. Le prime parole del dialogo con i genitori vanno a costruire il senso del nostro valore, incidono sull'accettazione di sè, che è il presupposto dell'autostima. Poi, negli anni della scuola elementare, impariamo a ricevere i giudizi degli altri, è lo stadio dell'operosità: nasce la valutazione di sè in base a quello che ci dicono. Man mano che si cresce la voce interiore diventa sempre più importante, filtra le frasi degli altri, fa sì che possiamo accettare anche giudizi negativi e farne tesoro senza sentirci demoliti. La voce interiore deve respingere tutte quelle comunicazioni negative che potrebbero bloccarci e minare la nostra autostima, tipo non sei capace, non ce la farai».
Guardare quello che c'è

«Non guardare mai quello che non c'è, ma partire da quello che c'è e vivere il desiderio come condizione di migliorabilità della propria vita e non come invivibilità fino a quando non si ottiene quello che si desidera. Il desiderio è un progetto di creatività, non bisogna sentirsi privati di qualcosa fin quando non si ottiene quello che si desidera». Scegli i tuoi obiettivi
«Vivere il più possibile senza condizionamenti, poniti obiettivi che siano tuoi e non di altri. Nessuno può essere te, e questo è il tuo potere».
Non fare paragoni

«Mai paragonarsi agli altri, ognuno è lo specialista della propria vita. Accettare i giudizi, sono una possibile fonte utile di riflessione. Chi ha autostima accetta la critica. A differenza dei narcisi che hanno una valutazione di sé irrealisticamente positiva e nascondono in realtà una bassa autostima da nutrire con iperboli. Chi ha una sana autostima non deve dimostrare niente per vivere bene. Ripetere come un mantra: ricordati che la vita è un'esperienza, non una prestazione». © RIPRODUZIONE RISERVATA