Andrea Camilleri festeggia i 50 anni di Sellerio: «Un ottimo lavoro per la nostra cultura»

Venerdì 10 Maggio 2019
Andrea Camilleri nella sua casa romana
La casa editrice Sellerio «ha svolto un lavoro ottimo per la nostra cultura. Spero possa continuare a farlo in tempi migliori di quelli che stiamo vivendo». È l'augurio di Andrea Camilleri, giunto in collegamento video al Salone del Libro di Torino, per i 50 anni dell'editore dei libri blu che ha festeggiato questo importante
anniversario in un incontro al Lingotto con gli scrittori, i distributori e gli stampatori che hanno accompagnato la storia della casa editrice fondata nel 1969 da Elvira ed Enzo Sellerio con speciale punto di riferimento Leonardo Sciascia.

«Curiosamente mentre festeggi anche io festeggio due anniversari» dice Camilleri rivolgendosi ad Antonio Sellerio che con la sorella Olivia porta avanti questo gioiello editoriale di famiglia. «Ho pubblicato il primo libro con la Sellerio nel 1984, 35 anni fa, e dieci anni dopo ho pubblicato, sempre con Sellerio, il primo Montalbano. Sono due ricorrenze che si aggiungono alla ricorrenza principale della fondazione della casa editrice» dice Camilleri e manda un abbraccio dal profondo del cuore ad Antonio e Olivia «perché è come se abbracciassi
vostra madre» e agli altri componenti della casa editrice.

Sul palco della Sala Oro sale Luciano Canfora e racconta: «Il tratto importante di questa storia è il nascere di qualcosa che sembrava piccolissimo, debole, in un mondo feroce come quello dell'editoria. È stata una sfida. Poche persone che facevano tutto e sono diventate un pezzo della cultura italiana». E poi ricorda che «Elvira era molto ostile all'autocelebrazione. Avrebbe avuto disagio a stare qui». Lo ribadiscono anche Olivia e Antonio, che stanno seduti in prima fila e ascoltano attenti e commossi le testimonianze di tutti. La carta dei libri, rimasta
sempre la stessa, con quel suo odore particolare, le stanze di via Siracusa 50 a Palermo, Leonardo Sciascia che con il suo Affaire Moro con le pagine intonse lanciò la casa editrice sul mercato nazionale arrivando a 100mila copie e la collana La memoria arrivata a 1.135 titoli.

«Festeggiamo 50 anni in un momento di successo e salute editoriale, ma bisogna ricordare che i tempi non sono sempre stati questi, che molte persone hanno lavorato con noi quando gli stipendi arrivavano tardi e ci hanno sostenuto» dice Antonio Sellerio. «La più grande eredità dei miei genitori è tutto questo insieme di relazioni che si è mantenuto ed è ancora più solido. Tanti ci sono stati vicini. Quello che faccio deriva da
quello che mi hanno insegnato mia madre e mio padre, ho avuto questa fortuna». E aggiunge: «È vero, mia madre non avrebbe amato l'autocelebrazione. Quando i miei genitori sono morti a breve distanza di tempo non mi sono tremati i polsi per questo meraviglioso e pesante fardello che ci lasciavano. Il problema
per me era che loro non ci fossero più» racconta Antonio trattenendo la commozione. E ci tiene a precisare insieme alla sorella Olivia: «Non ascrivo nessuna delle mie decisioni a nostra madre. Le decisioni e le responsabilità sono nostre. Il motivo fondamentale per cui celebriamo i 50 anni oggi è la
condivisione di che cosa è questa casa editrice». Sul palco anche Adriano Sofri che sottolinea «si diventava più grandi di come si era grazie a Elvira ma non si diventava grandi uomini».

In una lunga carrellata di interventi Rosalba Dionigi, Claudio Fanzini, Stefania Fiasconaro, Giorgio Fontana, Marco Malvaldi, Antonio Manzini, Andrea Molesini, Salvatore Silvano Nigro, Francesco Recami, Chiara Restivo e Fabio Stassi coordinati da Gaetano Savatteri, anche lui autore Sellerio, rivivono tra ieri e oggi questi 50 anni. E poi tutti a brindare al Teatro Regio di Torino. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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