Rogo nel ghetto dei migranti: morto un ragazzo di 26 anni. Salvini: «Eliminare grandi insediamenti»

Venerdì 26 Aprile 2019
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Rogo la scorsa notte in una baracca del ghetto di Borgo Mezzanone, agglomerato abusivo l'agglomerato abusivo sorto a pochi chilometri da Foggia. Un cittadino straniero è morto. Le cause del rogo non sono ancora accertate. La baracca si trova nella zona interessata dagli abbattimenti delle scorse settimane. A quanto si è appreso, il corpo completamente carbonizzato della vittima, che non è stata ancora identificata, è stato scoperto solo dopo la conclusione delle operazioni di spegnimento dell'incendio.

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La vittima è un giovane gambiano di 26 anni, il quale era fino a poco tempo fa ospite del Cara - Centro Richiedenti Asilo che si trova esattamente accanto alla baraccopoli abusiva. Il giovane era da qualche mese irregolare in quanto non era stata accolta la sua richiesta di asilo. Ora gli inquirenti dovranno accertare se il giovane sia morto nel sonno per i fumi sprigionati nell'incendio o per altre cause. Il gambiano è stato ritrovato steso a terra quasi completamente carbonizzato. La baracca era costituita prevalentemente da lamiere e legno. È probabile che nei prossimi giorni venga disposta un'autopsia per accertare le cause del decesso. 
 

 

«La tragedia conferma che i grandi insediamenti di stranieri, legali e abusivi, che abbiamo ereditato dalla sinistra erano e sono un problema». Così il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, commenta la morte di un gambiano nel ghetto di Borgo Mezzanone in seguito ad un incendio. «Abbiamo il dovere - continua - di riportare sicurezza, ordine e legalità continuando con i controlli, gli sgomberi e i progressivi svuotamenti».

«L'abbiamo fatto a San Ferdinando (dove la baraccopoli abusiva era arrivata a contenere fino a 3mila persone) e stiamo intervenendo a Borgo Mezzanone (ora nel Cara ci sono meno di 150 ospiti, nel 2017 erano circa 1.600 e recentemente abbiamo cominciato ad abbattere l'insediamento abusivo nato nei dintorni dove sono gravitate fino a 4mila persone) - continua Salvini -. Non solo. Abbiamo chiuso i grandi centri di accoglienza veneti a Cona e Bagnoli e stiamo azzerando le presenze a Mineo. Andiamo avanti, passando dalle parole ai fatti».

Ultimo aggiornamento: 11:53 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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