Teseo e Arianna in chiave cyber-punk la nuova app del Dis per formare i giovani

Giovedì 18 Aprile 2019 di Lorena Loiacono
Teseo e Arianna in chiave cyber-punk, per accompagnare i giovanissimi nella scoperta del mondo digitale dei video-games e di tutte le possibili insidie. L'ambizioso obiettivo è affidato a «Cybercity chronicles», la nuova app gratuita sviluppata e promossa dal Dis, il Dipartimento delle informazioni per la sicurezza, in collaborazione con il ministero dell'Istruzione. Si tratta di una action adventure in stile “cyber-classic” che, riprendendo il mito di Arianna, propine una Cybercity del 2088 dove l'innovazione tecnologica arriva a modificare la vita, le abitudini e le interazioni sociali dei suoi cittadini. Tra i personaggi ci sono ovviamente il cattivo Asterio Taur e i giovani eroi, gli agenti Tes e Diana destinati a mettere in sicurezza la città.

LO SCOPO DEL GIOCO
«L'obiettivo – come ha spiegato il direttore del Dis, Gennaro Vecchione - è quello di appassionare il giocatore al videogioco coinvolgendolo nell'avventura ma trasmettendogli anche quelle nozioni ed informazioni utili alla sua crescita culturale e digitale. Puntiamo ad aiutare i giovani a distinguere le opportunità dai rischi, incoraggiando l'uso consapevole delle nuove tecnologie. Quasi sempre siamo noi stessi a rendere involontariamente vulnerabili le nostre informazioni personali». «Vogliamo – ha specificato Vecchione - aiutare i giovani a distinguere le opportunità dai rischi, incoraggiando l'uso consapevole delle nuove tecnologie. Quasi sempre siamo noi stessi a rendere involontariamente vulnerabili le nostre informazioni personali».

IL PREMIER CONTE: LA RETE VA REGOLAMENTATA
Un gioco destinato ai giovanissimi, per metterli al riparo dai rischi della rete. Non a caso il lancio della nuova app è avvenuto in una scuola elementare, presso l'istituto Regina Margherita di Roma, alla presenza del presidente del Consiglio Giuseppe Conte. «Non siate mai dipendenti dalle tecnologie digitali – ha spiegato il Premier - bisogna lavorare con le tecnologie ma non devono mai diventare il nostro fine. La rete dà libertà, ma rischia anche di avere tante insidie. C'è qualcuno che la gestisce e possiede un patrimonio di informazioni. Da qui l'esigenza di regolamentare il settore». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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