​Corona, la procura: «Resti in carcere e sconti un anno in più». Lui: «Datemi l'affidamento più restrittivo»

Martedì 16 Aprile 2019
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​Corona, la procura: «Resti in carcere e sconti un anno in più». Lui: «Datemi l'affidamento più restrittivo»

Rischia non soltanto di restare in carcere a lungo Fabrizio Corona, ma anche di dover scontare di nuovo, e sempre dietro le sbarre, anche quel periodo di un anno o poco più che ha già trascorso in affidamento terapeutico, un periodo che si andrebbe ad accumulare alla sua pena residua. Oggi, infatti, davanti ai giudici della Sorveglianza di Milano, la Procura generale ha chiesto che all'ex 're dei paparazzi' venga definitivamente revocato l'affidamento per curarsi dalla dipendenza dalla cocaina che gli era stato concesso nel febbraio 2018 e che poi è stato sospeso lo scorso 25 marzo, quando l'ex agente fotografico è tornato di nuovo a San Vittore. In più, l'Avvocato generale Nunzia Gatto, 'numero due' della Procura generale, che già nei mesi scorsi più volte aveva chiesto che l'ex 'fotografo dei vip' tornasse in carcere, ha chiesto che il tempo trascorso in affidamento da Corona venga, in sostanza, annullato e non valga come pena scontata.

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Se i giudici dovessero accogliere anche questa istanza, il suo fine pena, ora sulla carta previsto per metà del 2022, si allungherebbe di un altro anno. «Mi sono reso conto di aver fatto qualcosa che non andava bene, datemi un'altra possibilità», ha chiesto, in sostanza, ai giudici (presidente Gorra, a latere Rossi) lo stesso Corona, presente all'udienza di discussione, a porte chiuse, durata quasi due ore. I legali Andrea Marini e Antonella Minieri, assieme al difensore 'storicò di Corona, Ivano Chiesa, puntano sulla concessione di un nuovo affidamento terapeutico, stavolta con una serie di restrizioni, tra cui la frequentazione costante di una comunità. In particolare, la difesa di Corona vorrebbe ottenere un affidamento cosiddetto 'semi-residenziale', ossia con la possibilità per lui di dormire a casa, ma con l'obbligo di frequentare costantemente, almeno tre giorni a settimana, una comunità terapeutica. Una sorta di affidamento 'restrittivo' che non prevedrebbe, almeno in un primo periodo, nemmeno la possibilità per lui di tornare a lavorare nel suo ambiente.

Nei giorni scorsi, infatti, lo stesso avvocato Chiesa aveva chiarito che Corona è pronto a comprendere che d'ora in avanti non potrà più lasciarsi andare ad «eccessi e a comportamenti sopra le righe». Da qui, appunto, l'esigenza, anche a detta dei difensori, di un programma terapeutico che faccia in modo di contenere la tendenza agli «eccessi» e alla violazione delle regole da parte dell'ex 'fotografo dei vip'. L'affidamento, infatti, è stato sospeso a fine marzo su decisione del giudice Simone Luerti per una lunga serie di violazioni delle prescrizioni. In particolare, per la sua «insofferenza» alle regole e per la «incomprensione» da parte sua della misura dell'affidamento, manifestata dall'ex 're dei paparazzi' sia in un video su Instagram che in un'intervista di fine febbraio. I giudici decideranno nei prossimi giorni sulla conferma o meno dello stop alla misura alternativa alla detenzione.
 

Ultimo aggiornamento: 17 Aprile, 13:51 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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