Luna, la sonda privata israeliana Beresheet pronta a scendere: i pannelli solari sono italiani Video

Giovedì 4 Aprile 2019
Presto sulla Luna un'azienda privata e con il contributo di una compagnia non profit. Per la prima volta un veicolo costruito da privati è entrato nell'orbita lunare e si prepara a posarsi al suolo il prossimo 11 aprile: la sonda Beresheet, il cui nome significa "in principio", ha segnato un nuovo record nella storia dell'esplorazione spaziale e a 50 anni dallo sbarco sulla Luna apre uno scenario completamente nuovo. In questa missione da record c'è anche l'Italia, che con la sua industria ha contribuito ad alcuni elementi del veicolo.
Leonardo ha infatti realizzato a Nerviano (Milano) i pannelli solari del rover, integrati in modo tale da consentire al veicolo di essere operativo a diverse inclinazioni rispetto alla luce solare, continuando a trasmettere a terra immagini e video ad alta risoluzione, come ha fatto il 6 marzo, quando ha inviato il suo primo selfie con la Terra sullo sfondo.



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Lanciato il 22 febbraio da Cape Canaveral, da allora il veicolo ha percorso orbite ellittiche intorno alla Terra, accendendo più volte il suo motore principale in modo da trovarsi nella posizione ottimale per essere catturato dalla forza di gravità della Luna. È stata una manovra delicata, andata a buon fine e accolta con un lunghissimo applauso dal centro di controllo a Terra. Immediatamente l'entusiasmo è esploso anche sui social media a salutare questa prima assoluta.




«È stata una manovra semplice, ma molto importante e critica», ha osservato l'amministratore delegato della SpaceIl, Ido Anteby. Finora erano arrivati nell'orbita lunare soltanto missioni sostenute dalle agenzia spaziali di Stati Uniti, Russia e Cina, seguiti da Giappone, Europa e India. Beresheet è stato invece costruito in Israele dalla SpaceIL, un'organizzazione non-profit che ha raccolto 100 milioni di dollari grazie a imprenditori, istituti di ricerca, Industrie Aerospaziali Israeliane (Iai) e Agenzia Spaziale Israeliana (Isa).

Hanno partecipato anche la Swedish Space Corporation e la Nasa, che contribuisce con le tecnologie per la comunicazione.

Alto circa un metro, largo 2,3 e pesante 585 chilogrammi, il lander si prepara adesso alla parte finale e più spettacolare della sua missione: posarsi sul suolo lunare il prossimo 11 aprile. La discesa, che dovrebbe durata circa 30 minuti, dovrebbe portarlo ad atterrare nel Mare della Serenità, lo stesso sito nel quale l'11 dicembre 1972 era arrivata la missione Apollo 17 della Nasa.

Israele diventerà allora il settimo Paese al mondo ad avere raggiunto la Luna  Se riuscisse nella missione SpaceIL riceverebbe da Google, secondo i media, un premio di un milione di dollari.


DALLA LUNA ALL'ASTEROIDE RYUGU

Intanto nella notte la sonda giapponese Hayabusa2  “sparerà” di nuovo all’asteroide Ryugu per sollevare frammenti del suolo e raccoglierli per poi riportarli sulla a Terra.

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Leonardo ha prodotto a Campi Bisenzio (Firenze) il sensore stellare – Star Tracker – che ha guida la sonda della missione Hayabusa2 della JAXA nella sua missione.
Il sensore d’assetto di Leonardo calcola, infatti, in ogni istante (dieci volte in un secondo) l’orientamento della sonda.
Osservando con il proprio telescopio integrato la volta celeste e confrontandola con la mappa di circa 3.000 stelle memorizzata al proprio interno, questa bussola stellare riesce a dare al computer di bordo della sonda le informazioni necessarie per tenerla sulla rotta prestabilita.
Si tratta dello stesso sensore che, dopo aver guidato moltissime missioni spaziali europee e americane, è a bordo anche di OSIRIS-Rex, missione NASA anch’essa con l’obiettivo di riportare sulla Terra campioni di asteroide.




  Ultimo aggiornamento: 20:31 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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