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Venezuela, il generale molla Maduro: «Ha due aerei pronti a portarlo via, li usi»

Sabato 2 Febbraio 2019
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Venezuela, il generale molla Maduro: «Ha due aerei pronti a portarlo via, li usi»

Sono centinaia di migliaia i venezuelani scesi in piazza a Caracas e nei principali centri del Paese per appoggiare Juan Guaidò. «Maduro è sempre più solo», ha detto il presidente del Parlamento che ha assunto i poteri dell'Esecutivo e che oggi è stato riconosciuto come capo del governo dal generale dell'Aeronautica militare venezuelana, Francisco Esteban Yanez Rodriguez che ha mollato Maduro: «Ha due aerei pronti ad ogni ora», per cui «è ora che se ne vada», ha detto.

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Oltre alla concentrazione principale, a Las Mercedes (est di Caracas) dove ha parlato lo stesso Guaidò, sui social si moltiplicano le immagini e i video della protesta contro il governo di Nicolas Maduro. «Oggi il Venezuela sorride, un sorriso che nasce dalla speranza che riusciremo a cambiare il paese», ha detto Juan Guaidò, parlando alle decine di migliaia di persone riunite a La Mercedes, nell'est di Caracas. Maduro «è rimasto completamente solo», ha aggiunto. Guaidò ha chiesto alle Forze Armate di «pronunciarsi a favore della Costituzione, dell'assistenza umanitaria, del cambiamento, per la tua famiglia, il tuo paese e l'onore della Forza Armata nazionale».

Il generale dell'Aeronautica militare venezuelana, Francisco Esteban Yanez Rodriguez, ha annunciato oggi di disconoscere l'autorità di Nicolas Maduro e riconoscere Juan Guaidò come presidente legittimo del Paese, in un video diffuso sui social in cui si presenta come direttore di pianificazione strategica del comando dell'Aeronautica, dichiara di «disconoscere» l'autorità «dittatoriale» di Maduro e riconosce Guaidò come «presidente incaricato», e aggiunge che «il 90% delle Forze Armate non sta con il dittatore, sta con il popolo».


«Con gli avvenimenti delle ultime ore è chiaro che la transizione verso la democrazia è imminente: continuare a fare partecipare le Forze Armate nella repressione vuol dire condannare la gente a continuare a morire di fame, di malattie e -Dio non lo permetta- di combattimenti fra noi stessi, e questo popolo ha già sofferto troppo», sottolinea l'alto ufficiale. Secondo Yanes Rodriguez Maduro «ha a sua disposizione due aerei pronti ad ogni ora», per cui «è ora che se ne vada». Il generale ha chiesto ai venezuelani che «scendano in piazza per difendere Juan Guaidò» nelle proteste convocate oggi nel paese, e ha inviato un messaggio ai suoi compagni militari: «non continuate a dare le spalle al popolo, non reprimete più le proteste!». «Il tempo della patria è adesso». E ancora: Maduro «ha a sua disposizione due aerei pronti ad ogni ora», per cui «è ora che se ne vada». 

Maduro, dal canto suo, ha potuto contare su folti gruppi di sostenitori scesi in strada a Caracas per rispondere all'appello del governo di mobilitarsi in occasione dei 20 anni della nascita del 'chavismo' ad opera del defunto presidente Hugo Chávez. Le tv filogovernative (Vtv e Telesur) hanno posto telecamere lungo l'Avenida Bolvar, mostrando migliaia di persone vestite di rosso e di marrone che manifestano per «respingere con forza le aggressioni» e «il colpo di Stato promosso dagli Stati Uniti». In particolare Vtv ha intervistato partecipanti alla manifestazione pro Maduro, i quali hanno assicurato che «abbiamo riempito l'Avenida del Libertador, abbiamo riempito l'Avenida Urdaneta, ed ora abbiamo riempito l'Avenida Bolvar». Da parte sua Telesur assicura che si tratta di «una marea rossa in appoggio di Maduro».

Maduro ha detto che conferma «tutto l'appoggio al dialogo» per risolvere la crisi venezuela, promosso da Bolivia, Messico, Uruguay e la Comunità dei Caraibi (Caricom). «Dove, quando e come vogliono sono pronto. Sono sempre pronto a dialogare». La priorità «è la ricostruzione economica», e i primi punti in un'eventuale agenda di dialogo sono «la fine delle sanzioni e del furto dei nostri asset da parte degli Usa» ed «il rispetto della pace e la giustizia».

Il presidente avrebbe tentato di far uscire dalla Banca centrale venezuelana (Bcv) 20 tonnellate d'oro da vendere, per un valore di 900 milioni di dollari, ad una compagnia degli Emirati Arabi Uniti. L'operazione è fallita per le minacce di sanzioni Usa. Lo sostiene oggi il quotidiano spagnolo El Mundo. Il giornale indica che «molti dipendenti della Bcv non erano d'accordo», e che «fonti dell'Istituto hanno confermato che lunedì 20 tonnellate d'oro sono state portate fuori dalla banca». Le stesse fonti hanno aggiunto che «nessuno sa dove andava l'oro e perché l'operazione è stata annullata». Un aereo nell'aeroporto di Caracas, aggiunge El Mundo, «è ripartito vuoto». Il senatore americano Marco Rubio, deciso oppositore di Maduro, ha assicurato via Twitter che l'impresa che gestiva l'operazione era Noor Capital, degli Emirati arabi uniti e chiunque tenti di aiutarlo incorrerà nelle sanzioni Usa.

Ultimo aggiornamento: 3 Febbraio, 16:32 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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