“33 giri Italian Masters”, su Sky Arte
rivive la storia di sei lp storici

Venerdì 23 Novembre 2018
Vasco Rossi protagonista della prima puntata
Con un ascolto del primo 33 giri di Vasco Rossi inizia la nuova stagione della produzione originale “Sky Arte ‘33 giri - Italian Masters”, al via dal 28 novembre ogni mercoledì alle 21,15 (canale 120 e 400 di Sky). Sei album che hanno segnato la storia della musica italiana. Direttamente dagli studi di registrazione per riaprire le bobine con i master originali delle canzoni interpretate e scritte dalle più grandi firme della musica italiana.

Un viaggio alla scoperta dei segreti dei più importanti dischi di 6 grandi autori: Vasco Rossi, Ivano Fossati, Paolo Conte, Gianna Nannini, Lucio Battisti, Pino Daniele. Davanti ai mixer degli storici studi di registrazione dove molti di questi album sono stati realizzati, come Fonoprint di Bologna, “33 giri - Italian Masters” prosegue il racconto delle pagine di vinile più importanti, diventate i classici di oggi, con la guida dello storico discografico Stefano Senardi, che svelerà i dettagli delle vicende di ogni album, insieme alle parole dei diretti protagonisti e dei testimoni che hanno partecipato alla loro creazione. Sarà ripercorsa la nascita e la storia di questi dischi attraverso i ricordi e gli aneddoti di musicisti, produttori e discografici che hanno contribuito al loro successo; e ancora gli interventi degli artisti che ne hanno tratto ispirazione e li reinterpretano esclusivamente per Sky Arte. Il risultato è un riascolto esclusivo e inedito di brani conosciutissimi come non li abbiamo mai ascoltati. 

La prima puntata della serie, realizzata da Except, andrà in onda mercoledì 28 novembre alle 21.15 e sarà dedicata al primo disco di Vasco Rossi: “Ma cosa vuoi che sia una canzone”. Insieme a Gaetano Curreri e Maurizio Biancani, Rossi siede davanti al mixer nello storico studio di registrazione Fonoprint di Bologna per riascoltare il master del suo primo album registrato in studio: registrato nel 1977 e pubblicato il 25 maggio 1978 per l’etichetta Targa/Saar, l’album ha segnato l’ingresso in sala di incisione di Vasco Rossi e l’inizio della sua carriera. Nello studio di Maurizio Biancani, Rossi canta i successi del suo primo album, accompagnandosi con la chitarra acustica che conserva dall’epoca, spalleggiato da Gaetano Curreri che insieme a lui ricorda gli aneddoti più suggestivi, dalla decisione di fare l’album, alla scelta del titolo, dalle improvvisazioni in sala ai loro riferimenti musicali. I tre riascoltano il master e ne isolano le singole tracce, facendo risaltare i diversi strumenti. Le parti di chitarra distorta che rispondono al refrain cantato da Vasco “Jenny è pazza, Jenny vuole dormire” che rappresentano la cattiveria della gente che giudica e si scaglia contro la protagonista della canzone; lo scambio di battute tra il pianoforte di Curreri e il basso di Giovanni Oleandri in Ambarabaciccicocco. Tutti insieme accompagnano il telespettatore dietro le quinte della fucina artistica musicale, mostrando tutti i livelli di una canzone, fino a far rivivere in prima persona il processo creativo del disco.

Rossi ricanta “Jenny è pazza”, solo voce e chitarra, e racconta che il titolo originale di Tu che dormivi piano doveva essere «Volò via». Un riascolto anche de “La nostra relazione” con la rivelazione che il coro femminile è un tributo all’assolo vocale di “The Great Gig” in the Sky dei Pink Floyd; e ancora la fascinazione per il progressive rock italiano in quasi tutto l’album insieme all’incredibile sperimentazione strumentale. Accanto agli interventi di Stefano Senardi, i contributi del giornalista e critico musicale Marco Mangiarotti e del bassista dell’epoca Giovanni Oleandri arricchiscono la puntata e completano gli aneddoti sulla registrazione dell’album e sugli esordi di uno dei personaggi più grandi della musica italiana.

La puntata, come l’album, si chiude con “Ciao” (strumentale) unica traccia del disco d’esordio dove Vasco non canta, eseguita dal vivo al pianoforte da Gaetano Curreri. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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