“I Fil Good”, la musica sostiene la ricerca

Lunedì 19 Novembre 2018 di Barbara Carbone​

Più di 500 persone, dai venti ai settant’anni, si sono date appuntamento ieri sera al “Lanificio 159” per l’evento “I Fil Good”, un concerto a sostegno della ricerca. Sul palco di uno dei locali più trendy di Roma si sono esibiti numerosi artisti della scena musicale di ieri e di oggi per sostenere i progetti di ricerca della Fondazione Italiana Linfomi e migliorare la qualità della vita dei pazienti oncologici. L’intero ricavato del concerto è stato devoluto al progetto “Destinazione Giusta Causa” della FIL che da anni sostiene studi clinici finalizzati alla personalizzazione delle terapie. Tra gli ospiti della serata, dal fondatore degli Stadio, Fabio Liberatori, alla cantante e dj Ketty Passa e Filippo Gatti ex leader degli Elettrojoice. Ma anche il duo energico Akira Manera, reduce dall’ultima edizione di X-Factor, Rossella Seno, Renzo Zenobi, Ivan Talarico, Tom Armati. Musica per tutti i gusti con la media partnership di Radio Rock.
 

 

«Se me la cavo farò qualcosa di importante per la ricerca» aveva detto l’organizzatore dell’evento artistico e musicale Claudio Piazza quando, due anni fa, si è trovato a fare i conti con la malattia: da quella promessa è nata “I Fil Good”. «Ho sempre vissuto a mille. Soltanto quando mi sono ritrovato ad essere paziente ho capito fino in fondo il valore della ricerca - ha detto il manager Claudio Piazza - La scienza non ha fatto solo progressi legati alla sopravvivenza delle persone colpite da linfoma, ma è diventata speranza di benessere. Io conduco una vita normale grazie alla dedizione incredibile e alle intuizioni dell’equipe che mi aveva in cura». Alla serata charity “I Fil Good” erano presenti tantissimi giovani. A loro, attraverso il linguaggio semplice e universale della musica, è stato spiegato che sostenere la ricerca vuol dire fare qualcosa di concreto per il proprio benessere futuro. Non soltanto un concerto, ma un’occasione per dar voce a un messaggio di sensibilizzazione sul valore della solidarietà.

Negli ultimi anni la medicina ha fatto passi da gigante tanto che circa il 70% dei pazienti colpiti da linfoma ottiene, dopo un ciclo di cure, la remissione completa della malattia. «Possiamo e dobbiamo fare di più per quel 30-40% che invece ricade nella malattia e ha bisogno di una seconda cura. Di questi pazienti guarisce il 20% – ha detto il professor Maurizio Martelli, Past President FIL e ematologo presso il Policlinico Umberto I - Da anni la fondazione conduce progetti di ricerca scientifica per aumentare la guarigione dei pazienti con linfoma e migliorare la qualità della vita durante le terapie». La priorità per la Fil è rendere omogeneo il trattamento dei linfomi in Italia: garantire stesse cure, stessi farmaci e uguali possibilità di guarigione da Bolzano a Palermo. Sostenere la ricerca vuol dire anche fare qualcosa affinché non ci siano più pazienti di serie a e pazienti di serie b. Il diritto alle cure migliori è di tutti. 

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