Zingaretti: «Non escludo il cambio di nome del Pd»

Venerdì 31 Agosto 2018
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Qualcosa si muove a sinistra. A increspare le acque è Nicola Zingaretti che vuole un Pd che non stia con le elite e non esclude che si possa anche cambiare nome al partito in un prossimo futuro. Il governatore del Lazio caratterizza la sua candidatura a segretario - l'unica finora - e si muove anche Paolo Gentiloni, che chiede di celebrare al più presto il congresso e critica duramente alcuni aspetti della passata gestione.

«Basta con il revanscismo contro gli elettori: 'Non ci avete votato e vi beccate Salvini'. Questa cosa deve finire», dice l'ex premier. Parla a Cortona (Arezzo) alla tre giorni di AreaDem, la corrente di Dario Franceschini e Piero Fassino. Discorsi che non possono piacere ai renziani, non invitati all'incontro (a parte il dialogante Lorenzo Guerini) e già da tempo sul piede di guerra contro il presidente del Lazio.

«Stamani nella chat dei senatori é partita la contraerea su Zingaretti, che ha detto che vuole rifare la sinistra senza Macron - racconta in Toscana ai colleghi un senatore franceschiniano -. L'unica sua cosa sensata degli ultimi mesi...». Il presidente del Lazio vuole «meno Macron e più equità», criticando il capo dello Stato francese, campione dell'europeismo che piace ai fedelissimi di Matteo Renzi. «In Europa non puoi attaccare Macron, ma perché?», dice ancora il senatore di AreaDem. Zingaretti pone anche il problema del cambio di nome del partito. «Non lo escludo, ma solo alla conclusione di un percorso in cui vedremo cosa siamo diventati - afferma -. Se questo percorso porterà a una identità diversa, vedremo anche se sarà da cambiare il nome al Pd».

Di diverso avviso Gentiloni, che molti vorrebbero candidato alla guida dei dem. «Non mi convince l'idea di cambiare nome. Va cambiato il partito, ma non archiviato - dice il deputato -. Non confondiamo l'idea che debba cambiare con l'idea che abbia esaurito la sua funzione dopo 10 anni. Non è così. Teniamocelo stretto, è un baluardo ai rischi che corre l'Italia». Risponde su Twitter l'ex ministro Carlo Calenda, chiamato in causa da Gentiloni. «Non ho proposto di cambiare semplicemente nome al Pd, sarebbe un'operazione cosmetica - scrive -, ma di fondare un partito progressista più ampio, non paralizzato dalle correnti e dai rancori e aperto alla partecipazione di persone nuove che rappresentano parti della società».

Gentiloni fa poi un'autocritica che sembra un attacco alla gestione renziana. «Abbiamo coltivato una sorta di revanscismo contro gli elettori: Non ci avete votato dal referendum in poi e allora beccatevi Salvini. Questa cosa qui deve finire«. Quindi una stoccata: Il congresso va fatto al più presto e forse andava convocato settimane fa durante l'assemblea. Quando lo dico alle Feste dell'Unità parte l'applauso....

Ne partono diversi al Centro convegni Sant'Agostino per il suo intervento e tra i delegati crescono i suoi fan come candidato. Sul congresso al più presto d'accordo tutti a Cortona. La sinistra interna fa la sinistra e Andrea Orlando esorta a »una critica del capitalismo, di cosa é quello italiano, troppo familiare. Gianni Cuperlo tuona che l'Euro ha fallito e anche se non si può pensare di uscirne, se difendiamo questa Ue ci spazzano via. Oggi e domenica a Cortona arriveranno il segretario Pd Maurizio Martina e Zingaretti.
Ultimo aggiornamento: 2 Settembre, 22:02 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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