Strangolò la moglie per l'affidamento del figlio: confermati 30 anni

Strangolò la moglie per l'affidamento del figlio: confermati 30 anni
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Venerdì 22 Giugno 2018, 20:56 - Ultimo aggiornamento: 23 Giugno, 18:21
La Corte d'assise d'appello di Catania ha confermato la sentenza di primo, emessa il 14 giugno 2017 dal Gup Simona Ragazzi col rito abbreviato, a 30 anni di reclusione Vincenzo Di Mauro, il 38enne che nella notte tra il 31 gennaio e il 1 febbraio del 2016 uccise, strangolandola, l'ex compagna Luana Finocchiaro, di 41 anni. Il delitto avvenne nella casa di Misterbianco della donna, dove c'era anche il loro figlio, che allora aveva 4 anni, che non si accorse dell'omicidio. La vittima era separata e madre di tre bambini. Secondo l'accusa, il movente sarebbe da ricondurre alle liti tra la coppia legate alla gestione del bambino, che era al centro di un contenzioso. L'uomo dopo avere commesso il delitto, secondo la ricostruzione dei carabinieri della Tenenza di Misterbianco che eseguirono le indagini, prese il piccolo e lo portò a casa sua. Quando arrivarono i militari dell'Arma negò tutto: «Sono innocente», disse loro.
Nel processo sono confluiti i dati di tabulati telefonici e telecamere che lo collocherebbero nella zona del delitto durante l'ora dell'assassinio. Nel 2001 fu arrestato per un omicidio passionale: il 17 luglio 2000 assassinò un suo vicino di casa, Francesco Tirendi, di 47 anni, perchè aveva insidiato la fidanzata allora 17/enne. Durante un violento alterco lo picchiò, gli chiuse la testa in un sacchetto di plastica e infine lo strangolò con un cinturino. Per quel delitto fu condannato a 11 anni di reclusione. Nel 2012 fu nuovamente arrestato dai carabinieri, questa volta per lesioni personali nei confronti della stessa Luana Finocchiaro. L'uomo, sorvegliato speciale, fu posto ai 'domiciliarì. Ma dopo tre giorni la donna ritirò la denuncia e lui tornò libero.
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