Orlando Orfei vive in una favela:
da principe del circo alla povertà

Domenica 21 Marzo 2010
Mario, Orlando ed Adriano Orfei
RIO DE JANEIRO (21 marzo) - Orlando Orfei, uno dei big del circo in Italia e nel mondo, vive a 89 anni in una casupola della periferia più povera di Rio de Janeiro, non ha soldi per tornare nel nostro Paese, soffre di cuore e ha bisogno del bastone per camminare. Ingannato da un impresario brasiliano che è fuggito con tutti i soldi, il domatore, famoso anche in Brasile dove è stato sulla breccia dagli anni '70 con un grande spettacolo circense, è oggetto oggi di una malinconica intervista al quotidiano brasiliano Folha de S.Paulo.



Il Circo Orfei, il più celebre del Brasile per oltre tre decenni, ha chiuso definitivamente nel 2003. A causarne la fine ha contribuito anche la legge che ha proibito nelle principali città brasiliane l'uso di animali nello spettacolo circense. «Un circo senza animali non è più nulla - afferma Orfei che il mese scorso è rimasto ricoverato in terapia intensiva per gravi problemi alle arterie - Come può esistere senza una tigre, un leone, degli elefanti? Una famiglia vuole vedere gli animali».



Con Orfei vive a Nuova Iguacù, quasi una favela a nord di Rio, la moglie 76/enne, l'austriaca Herta Herling, che nei tempi d'oro faceva uno show di colombe addestrate. Lei si ricorda degli anni felici vissuti in Brasile quando i due si erano comprati un attico a Sao Conrado, una delle spiagge più escusive di Rio, e giravano continuamente per il gigante sudamericano, dall'Amazzonia alle praterie ai confini con l'Uruguay: «Mamma mia: è stata proprio una grande avventura».



Orfei dice di aver percorso tutto il Brasile per ben sette volte da quando accettò nel 1968 l'invito di un impresario a portare il suo circo italiano a Rio de Janeiro e a San Paolo: «Conosco praticamente tutto di questo paese, più grande dell'Italia 27 volte. Il brasiliano è un popolo buono, amico, e gli piace molto il circo. Per me il Brasile una seconda Italia».



E rievoca tutta la storia degli Orfei, dal bisnonno che a Ferrara abbandonò agli inizi dell'800 gli studi ecclesiastici per fuggire con l'amata, con la quale fondò poi il primo circo Orfei. Orlando iniziò a 6 anni come pagliaccetto, e poi sviluppò il suo business a dismisura giungendo a spostarsi per il pianeta con 100 tir e con l'aereo personale. Ora la Folha intitola la sua intervista La gabbia di Orlando Orfei" e ricorda con tristezza i tempi in cui il domatore oggi in disgrazia andava in giro per pubblicizzare i suoi spettacoli con una leonessa sul sedile posteriore di una decappottabile. «Non mi pace restare qui fermo a Nova Iguacù - sbotta Orlando Orfei che malgrado gli anni, gli acciacchi, e le tempeste della vita ha sempre una grinta invidiabile - Mi piace andare ogni giorno in un luogo diverso: sono nato così. Mi chiedono se non sono stanco di viaggiare. Ma anzi: quello che mi stanca è questa immobilità a cui sono costretto».



È improbabile che qualcuno dei sei figli, 11 nipoti, e quattro pronipoti, risollevi le sorti di quel celebre circo. Ma comunque Orfei conclude con una nota di ottimismo la sua intervista: «Senti una cosa. È Orlando Orfei che te la dice. Il circo è uno spettacolo eterno: le cose difficili che sono ben fatte non finiranno mai. Ricordalo». Ultimo aggiornamento: 19 Aprile, 22:57 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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