Roma, il lunedì della Metro C, tra flussi di pendolari e curiosi della stazione museo San Giovanni

Lunedì 14 Maggio 2018
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Il primo lunedì della Metro C è arrivato. La nuova stazione San Giovanni ha aperto i battenti, come da programma, alle ore 5:30, fungengo da nodo di scambio con la linea A e "capolinea" della tratta con Pantano Montecompatri. E di gente se n'è vista tantissima. 
 

 

Le fasce orarie della prima mattina sono state affollate dai tanti pendolari, ma nella tarda mattinata sono state numerosissime le persone che si sono riversate nella stazione San Giovanni per visitarla, attratti dalle vetrine espositive dei reperti archeologici e dall'allestimento scenografico. «Non sono potuto venire sabato e domenica perché ero fuori con la famiglia, ma stamattina ci tenevo tanto a vederla - racconta Carlo, 76 anni, arrivato con la linea A dalla fermata Colli Albani - Ho preso appositamente la metro per vedere come funziona lo scambio e visitare la fermata. Mi sembra eccezionale. E sì che ne ho visitate tante di metropolitane. Niente a che vedere con Parigi o Londra». 
 

La nuova fermata San Giovanni mette in connessione la terza linea metropolitana che parte da Pantano con la ben più antica metro A, collegando al centro un'importante fetta della periferia romana: quella che si estende verso est. E gli scavi a San Giovanni hanno consentito di esplorare una stratigrafia di oltre 20 metri in profondità. Il risultato è un tour undeground tra reperti archeologici esposti ovunque.  Inizialmente la frequenza dei treni sulla linea che ha attestato il suo nuovo capolinea a San Giovanni è di 12 minuti, poi l'obiettivo è scendere a 8 e, negli anni, a 4. 

«Tra sabato e domenica oltre 50mila persone hanno varcato i tornelli della nuova stazione-museo San Giovanni della metro C. Un'affluenza record che dimostra la grande soddisfazione di cittadini, pendolari, turisti e di chi ha lavorato a quest'opera infrastrutturale che unisce la linea A e C». Lo scrive il sindaco di Roma Virginia Raggi. «Sono felice - prosegue Raggi - perché, grazie a questo importante snodo, le periferie sono meno isolate e più collegate con il cuore della città. Questo vuol dire meno ore nel traffico e tempo risparmiato, un servizio di trasporto pubblico più veloce e diretto. È un importante passo avanti. Si tratta di una rivoluzione per la mobilità del quadrante est di Roma, un'area estesa che interessa circa 200mila abitanti e un bacino potenziale di circa 500mila persone. Una rivoluzione partita più di 20 anni fa e che, passo dopo passo, sta proseguendo. Ancora oggi è un'emozione ripensare ai commenti e allo stupore delle tantissime persone che hanno partecipato all'inaugurazione. Ed è un grande risultato sapere che la fermata di San Giovanni cambierà davvero la vita a molti pendolari della periferia orientale e non solo».

Ultimo aggiornamento: 15:53 © RIPRODUZIONE RISERVATA