Salvini a Di Maio: «Se vuole il forno Renzi, si accomodi pure»

Salvini a Di Maio: «Rispetti il voto». E avverte Calenda: «Mai con il Pd»
«Sia chiaro a tutti, anche alle orecchie di chi non vuole intendere, che se vinciamo in Friuli e in Molise nel giro di 15 giorni si fa il governo». Lo ha detto, tra gli applausi della piazza, il leader della Lega, Matteo Salvini, nella tappa di Montenero di Bisaccia del suo tour elettorale in Molise.

«Quello che Di Maio giudica un danno, il centrodestra unito, è quello che gli elettori hanno premiato col voto il 4 marzo: chiedo al MoVimento 5 stelle di avere rispetto per gli elettori», aveva affermato poco prima Salvini, nella sua prima tappa del tour elettorale in Molise per le regionali del 22 aprile, replicando a muso duro al capo politico M5s. «Come io dico che non esistono partiti pericolosi o elettori pericolosi chiedo che tutti gli altri facciano lo stesso», aggiunge. «Paragonare il futuro dell'Italia a un mercato mi sembra irrispettoso, la Lega non è il Pd, mi sembra che ci siano idee confuse. Noi vogliamo un Governo che rispetti il voto degli italiani, centrodestra e M5s. Se Di Maio preferisce il forno di Renzi si accomodi, temo che sia un pane muffo, però libero di fare quello che vuole». Lo ha detto Matteo Salvini all'ANSA, a margine di una intervista a Telemolise.

«Io dialogo con tutti, ma l'unico punto fermo è che con il Pd non si può fare nulla. A Calenda dico, mamma mia! Un governo con chi ha approvato la Fornero o vuole gli immigrati che cosa potrebbe fare?», ha poi aggiunto il leader della Lega bocciando l'apertura del ministro per lo Sviluppo economico Carlo Calenda che ha proposto «un governo di transizione sostenuto da tutte le forze politiche». 

«Con chi? I numeri del voto sono chiari e l'unico governo possibile e con un'ampia maggioranza è con il centrodestra e i cinque stelle, se Di Maio e Berlusconi continuano a dire io sì, tu no non ne usciamo. Io sono pronto a governare già da domani», ha dichiarato ancora Salvini al Tg2 commentando le parole di Silvio Berlusconi secondo cui servirebbe un governo autorevole nella pienezza dei poteri. A chi gli chiede se con Di Maio il discorso sia chiuso, Salvini ha risposto: «Non c'è niente di chiuso se ciascuno usa un pò di responsabilità ed evita protagonismi e veti, io sono pronto a partire».

«Ogni voto conta: noi pensiamo che da queste regionali possa venire un segnale nazionale di chiarezza e di cambiamento», ha sostenuto ancora Salvini. A Di Maio, secondo il quale il voto non ha valenza nazionale, risponde: «Mette le mani avanti. Pensava di avere già la vittoria in tasca qui in Molise e invece è testa a testa».

«Se la Lega sarà al governo in Molise e in Italia faremo di tutto perché qui non arrivino immigrati», ha poi promesso Salvini appena arrivato al centro abitativo post terremoto di San Giuliano, oggi abbandonato, che le autorità hanno già destinato come centro accoglienza immigrati, con un appalto di 3 milioni di euro. «Le priorità del Molise sono altre: c'é un problema - sottolinea Salvini - di strade, c'é un territorio da rivalorizzare, di lavoro da trovare per i giovani».

«Ricordando i 27 bimbi e la maestra morti nella scuola di San Giuliano di Puglia (Campobasso), per colpa del terremoto ma soprattutto dell'incapacità e dell'avidità dell'uomo. Mai più», ha scritto su Facebook il leader della Lega, postando le foto della sua visita nella città molisana, dove ha deposto una corona di fiori in memoria delle vittime del terremoto del 2002.

PD ALL'ATTACCO
Alle parole di Salvini replica il Pd con il segretario reggente Maurizio Martina che attacca: «Trovo veramente assurda l'idea di Salvini per cui il Paese deve aspettare i suoi tornaconti elettorali. Avvisatelo che il Paese ha già votato e adesso chiede risposte, non propaganda. Questo uso delle elezioni regionali di Molise e Friuli come fossero cavie da laboratorio è quanto di più irrispettoso possibile verso gli elettori di quelle regioni oltre che di tutti gli italiani». Così il segretario reggente del Partito Democratico Maurizio Martina.
Lunedì 16 Aprile 2018 - Ultimo aggiornamento: 21:26

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5 di 117 commenti presenti
2018-04-16 18:14:09
Irritante e assai preoccupante e' il fatto che il M5S dopo un mese e 12 giorni non abbia ancora capito che le elezioni non le ha vinte, ma che ha soltanto aumentato i suffragi. Le elezioni si vincono se, al di la' delle percentuali ricevute, si conquista un numero di seggi tale da avere nei due rami del parlamento quanto occorre per dare la fiducia ad un governo e per approvare,poi, ogni sua decisione. Questo il M5S non ha ed e' quindi nella necessita' di cercare qualcuno che porti in dote i voti mancanti. Questa richiesta va fatta, ovviamente, senza alcuna iattanza e senza chiedere, quindi, all' eventuale partner cose che questo non puo' concedere. Neanche ad una donna si puo' dire ti sposo se ammazzi la tua mamma. Se la futura suocera non piace proprio si opta per una sposa diversa. Non e' ammesso essere cosi' puerili. Continuare a fare le passerelle fendendo la folla di Fontana di Trevi e organizzarsi in schiere tali da riprodurre il " Il quarto stato" di Pelizza ( di queste messe in scena non se ne puo' piu' ) sta rasentando quasi l' idiozia. A Di Maio voglio dire : se siete maggioranza ( e non e' ) fate subito un governo monocolore e smettetela di ammanirci a tutte le ore dichiarazioni divenute gia' logore. Vi eravate presentati come partito del nuovo, della fantasia e nel giro di 39 giorni siete diventati il partito della noia, dello sbadiglio. Non avete vinto, avete solo preso piu' voti, capito ! Quindi smettetela : usque tandem abutere Di Maio patientia nostra ?
2018-04-16 10:53:32
Di Maio va ridimensionato in quanto pur non avendo la maggioranza detta legge.Questa legge elettorale è a coalizione e se lui non ha trovato o voluto alleati è affare suo.I Numeri parlano chiaro :centro-destra 37% ,cinque stelle 32% AMEN
2018-04-16 12:24:05
Ci passo davanti 2 volte al giorno e non vedo tutta questa processione. Ma si sa, Prluflas non esce mai da Borgo Pio e quindi lavora di fantasia sul resto dell'Urbe.
2018-04-16 12:07:23
I sondaggi danno in crescita 5* e lega e in calo pd e forza italia. In questa condizione 5* e lega non hanno interesse all’accordo. Attendono le regionali per la conferma e poi continueranno a insultarsi con più foga. Il gioco è più naturale per i 5*, sanno fare scoppiare rivalità e contraddizioni di partiti e coalizioni. Continueranno ad insultarsi fino a quando i sondaggi li daranno in crescita. Sperano nel miraggio di un nuovo sistema bipolare con la scomparsa di pd e forzisti, non scenderanno a patti, i loro elettori credono nella befana, non capirebbero.
2018-04-16 17:20:59
il destino dei grillini è quello d fare da paggetti al piddi- e quando sposerà la boschi, travaglio a reggere lo stascico del vestito-
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