Un nuovo competitor per il welfare aziendale. La sfida di Soldo

Mercoledì 25 Novembre 2020

Soldo, dopo l’esperienza nel welfare pubblico locale e quella in partnership con WelfareBit per il welfare aziendale, offre una nuova carta semplice ed efficace ed entra nel mercato del welfare aziendale

Il mercato del welfare aziendale dovrà fare i conti con un nuovo competitor. Soldo non nasconde di puntare alle Pmi per soddisfare la loro erogazione di fringe benefit per i dipendenti. Giuseppe Di Marco, di Soldo è Country Manager di Soldo,  azienda fondata da Carlo Gualandri, l’ex ragazzo terribile che ha dato vita a Virgilio e a decine di altre start up che hanno cambiato il web.

Il mercato dei provider di welfare aziendale è forse sovrappopolato. Quasi cento soggetti, senza contare quelli che gravitano nel perimetro del Terzo settore. C’è spazio per un nuovo competitor come Soldo?

Sui fringe benefits (i servizi regolati dall’articolo 51, comma 3 del Tuir) abbiamo elaborato una esperienza importante. E per analogia abbiamo erogato buoni spesa attraverso le nostre carte anche per molti enti locali e per molte onlus, durante la prima ondata della pandemia Covid-19. Dal Comune di Milano alla Caritas di Bergamo.

Ma una carta elettronica come la vostra come può essere profilata secondo le specifiche richieste di un paniere di spesa da welfare aziendale?

In questo caso abbiamo fatto già molta esperienza. Le citavo il caso dei buoni spesa durante la prima ondata dell’emergenza sanitaria. Alla carta, per esempio, può essere inibita la funzione di prelievo contante da Bancomat. Così come si può inibirne l’uso per pagamento online. Di più: si possono selezionare quali esercenti e quali merceologie rendere accessibili.

Quindi quello che avete fatto per Comuni e onlus per analogia è replicabile per le aziende che vogliano erogare fringe benefits ai propri dipendenti?

Lo abbiamo già fatto, collaborando con WelfareBit. Rispetto alle tante gift card disponibili sul mercato la nostra carta ha un vantaggio enorme: è appoggiata al circuito Mastercard, quindi è utilizzabile in oltre 35 milioni di punti vendita nel mondo. Il dipendente che ne ha disponibilità può scegliere l’esercente che preferisce, entro i limiti di merceologia consentita e secondo il plafond disponibile. Con la garanzia, per l’azienda, di non offrire denaro al dipendente. La transazione passa direttamente dall’azienda all’esercente.

Soldo nasce nel 2015, a Londra dove ha ancora sede, per offrire alle aziende un semplice controllo delle spese dei propri dipendenti, dalla trasferta alla benzina, dagli abbonamenti all’e-commerce: Soldo offre la massima visibilità sull’andamento delle spese aziendali. Ora passa a una nuova sfida?

Abbiamo visto l’esperienza nel welfare pubblico locale e quella in partnership con WelfareBit per il welfare aziendale. Ci sentiamo di poter offrire una modalità semplice ed efficace soprattutto alle Pmi, con meno di 200-250 dipendenti, dove per il welfare aziendale non serve una specifica consulenza e dove i margini diventano decisivi. La nostra carta ha una incidenza bassissima, inferiore di certo alla provvigione di molti provider. E non abbiamo bisogno di una piattaforma, né di creare convenzioni con gli erogatori di servizi. Le convenzioni ci sono già, sono quelle del circuito Mastercard.

Il “Dl Agosto” ha raddoppiato la soglia di esenzione dei fringe benefit (da 258 euro a 516 per ciascun dipendente per ogni anno) fino al prossimo 31 dicembre. Se la norma dovesse essere riproposta per il prossimo anno si potrebbero aprire opportunità importanti per le aziende e per i lavoratori.

Per l’azienda si tratta solo di aprire un conto online. Tutto il monitoraggio lo facciamo noi, nel circuito elettronico di spesa e pagamento. Per i dipendenti è un vantaggio al cento per cento. Già oggi abbiamo oltre 300mila carte distribuite in Italia, in circa 40mila aziende. Per ora si tratta di classiche carte per le spese aziendali, dedicate a quel dieci per cento di dipendenti autorizzati alla spesa rimborsata. Se la carta diventasse veicolo di fringe benefit coprirebbe subito tutta la popolazione dei dipendenti di ognuna delle aziende già clienti e per tutte le Pmi che volessero cogliere l’opportunità di defiscalizzazione offerta dal Tuir per il welfare aziendale.

Pronti ad andare fino al buono pasto?

Soldo è un istituto di moneta elettronica, non è un emettitore di buoni pasto. La tecnologia ovviamente c’è tutta, ma il buono pasto elettronico deve essere speso in modo granulare con scadenze definite, ed è normato da regole specifiche. Un mercato particolare, a sé stante. Anche un po’ farraginoso. Noi presidiamo il mercato dei buoni spesa, che soddisfano in pieno le esigenze dei fringe benefit ex articolo 51 comma 3 del Tuir. E nel 2021 vogliamo dedicarci a questa linea di sviluppo.

La società ha sede ancora a Londra e uffici a Milano e Dublino e un centro di ricerca e sviluppo a Roma. Ha raccolto finanziamenti da alcuni tra i più importanti venture capital e solamente negli ultimi sei mesi ha triplicato il numero di dipendenti. Giusto?

Ormai abbiamo superato i 200 dipendenti e abbiamo raccolto finanziamenti per oltre 80 milioni di euro. Lo sviluppo – come carta elettronica di spesa – riguarda non solo il mercato italiano, ma anche Germania, Francia, Spagna e Olanda.

Marco Barbieri

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Ultimo aggiornamento: 4 Dicembre, 10:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA