Torna il “welfare vero” parola di Eudaimon

Mercoledì 15 Aprile 2020
Torna il welfare vero parola di Eudaimon

Il mercato del welfare integrativo, e aziendale in particolare, non poteva non essere condizionato dall’emergenza Covid-19. Quali sono le esigenze attuali e come cambierà il settore e il mercato dopo la crisi? Per riflettere sul futuro, ne parliamo con Edoardo Perfumo, Marketing Director di Eudaimon

Come stanno reagendo i vostri clienti? Le aziende che hanno attivato piani di welfare aziendale e/o contrattuale, come si stanno ri-organizzando? Che cosa vi chiedono?

Le aziende hanno dedicato le prime settimane dell’emergenza a porre l’attenzione agli aspetti sanitari dei loro collaboratori attivando quindi piani di smart working e mettendo i loro dipendenti nelle condizioni di lavorare in sicurezza. La salute prima di tutto. Dopo un paio di settimane hanno iniziato poi a pensare al ruolo del welfare: rispetto ai nostri clienti quelli che avevano già attivi i programmi di assistenza sanitaria e sociale si sono trovati in una posizione di vantaggio e in grado già di far fronte ai nuovi bisogni, molti dei quali sono stati aggiornati nelle modalità di fruizione portando tutto online (consulti medici, tutor per i caregiver, assistenti sociali) al fine di poter scegliere la soluzione più adatta, e ora digitalizzata. Le aziende che avevano impostato il piano in maniera più opportunistica diciamo, si sono trovate davanti a un arresto delle richieste commerciali e, se all’interno dei loro programmi non erano presenti servizi essenziali nel catalogo, queste aziende hanno provveduto subito ad ampliarli con risposte più concrete ai bisogni. Ci siamo inoltre confrontati coi nostri clienti per introdurre una figura di welfare coach, un mediatore capace di guidare le persone a individuare e utilizzare i servizi più adatti a loro e di trasmettere serenità e vicinanza dell’azienda alle persone.

Quale ruolo è possibile ridisegnare al vostro impegno imprenditoriale, di partner di aziende destinate a non dover più contare sulla distribuzione di “benefit” ma forse sulla condivisione di servizi “essenziali” (salute, servizi alla persona, …) per i propri dipendenti?

Secondo noi l’emergenza che stiamo vivendo porterà il welfare a ritrovare la sua funzione originaria, come lo era in passato: il welfare torna a rispondere a quei servizi di carattere sociale e di “welfare vero”. Rispetto alla nostra mission questa è sicuramente una conferma relativa a ciò che abbiamo sempre sostenuto attraverso la fornitura di servizi per la famiglia, gli anziani, la previdenza integrativa, con uno sguardo anche alla cultura e al benessere. Rispetto alle modalità di fruizione ci orientiamo verso una proposta più equa e non basata solo sul credito welfare fisso dei lavoratori ma su pacchetti dedicati ai bisogni delle persone. Ciò non vuol dire che le imprese non continueranno a realizzare i piani di flexible benefit legati alla riconversione dei premi di risultato; piuttosto, anche in questi cataloghi saranno necessariamente inseriti i servizi essenziali, come quelli citati prima, dedicati alla cura dei figli e dei famigliari anziani, alla salute, alla scuola … tutti accessibili attraverso il credito welfare.

È il momento di una rinnovata attenzione allo sviluppo di un welfare di territorio e non solo d’azienda?

Confermiamo l’attenzione di Eudaimon al territorio soprattutto in un periodo come questo in cui è fondamentale avere come obiettivo primario i bisogni delle persone. Molti dei servizi che rispondono a questi bisogni – si pensi ad esempio a quelli di carattere sociale, spesso forniti dalle cooperative, oppure a quelli sanitari – richiedono una presenza locale e quindi il territorio svolge un ruolo decisivo. Le aziende stesse si ritrovano in questa volontà di coinvolgere le comunità locali piuttosto che cercare soluzioni altrove. In questo momento, poi, alcune aziende ci hanno chiesto se fosse possibile fare qualcosa per sostenere il territorio stesso ampliando i propri servizi e mettendoli a disposizione di un pubblico più ampio.

Dopo la crisi? Il welfare aziendale non sarà più lo stesso. Quali iniziative dovrebbero essere prese dal settore? Defiscalizzazione e decontribuzione dei servizi di welfare? Inserimento strutturale dei servizi di welfare nella nuova contrattazione aziendale e di comparto?

Dopo la crisi, ci aspettiamo attenzione primaria alla digitalizzazione, ai piani di ampliamento dei cataloghi coi servizi essenziali e al tema dell’equità. Più in generale, credo che usciremo dalla crisi con maggiore consapevolezza del valore del welfare aziendale, indipendentemente dal percorso col quale ciascuna realtà è arrivata ad occuparsi di welfare. Sarà un tema che coinvolgerà tutto il settore, a prescindere dalle specificità di ognuno. Noi come Eudaimon abbiamo la fortuna di avere un ottimo rapporto con fornitori e clienti coi quali ci confrontiamo quasi giornalmente con l’obiettivo di trovare le migliori risposte contingenti alla situazione attuale ma il cui effetto si propagherà più a lungo termine. Sarà importante che questa ulteriore crescita del settore sia accompagnata da un impianto normativo adeguato per dare al welfare aziendale il ruolo che merita nel sistema del nostro paese.

Quali esperienze, quali esigenze, quali richieste vi vengono in queste settimane dalle aziende per le quali svolgete il vostro servizio di provider?

Abbiamo sconsigliato ai nostri clienti di intervenire sul tema salute in modo immediato per evitare confusione e sovrapposizione con le misure che stanno diffondendo i canali pubblici e le direttive di governo e regione . I servizi più richiesti riguardano la formazione dei figli – molti genitori temono un ritardo dei figli rispetto all’home schooling – attività dedicate ai figli più piccoli e sostegno ai famigliari anziani per andare a fare la spesa. Ci stiamo anche attrezzando con attività educative e ricreative online. Il grosso tema dei campus estivi è ancora in sospeso, probabilmente si lavorerà ad agosto e quindi bisognerà trovare delle soluzioni qualora saltassero… Altro tema importante è quello del supporto psicologico alla persona e ai propri cari, come dialogare e spiegare questa situazione ai bambini o alle persone più deboli. E ancora i temi come la cultura, il benessere fisico, coaching e training.

Lucia Medri

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Ultimo aggiornamento: 27 Aprile, 17:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA