"Smetto quando voglio 2 - Masterclass"
la banda dei precari al servizio della legge

Una scena di "Smetto quando voglio - Masterclass"
di Gloria Satta
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Martedì 24 Gennaio 2017, 14:27 - Ultimo aggiornamento: 16 Luglio, 10:44

La banda dei ricercatori precari è tornata. Ma ora lavora al servizio della legge. A tre anni dal successo di “Smetto quando voglio”, l’indiavolata commedia corale di Sydney Sibilia, esce nelle sale (il 2 febbraio, con 01 Distribution) il primo dei due sequel: “Smetto quando voglio – Masterclass”, girato in contemporanea con il terzo capitolo “Smetto quando voglio – Ad honorem”, atteso nelle sale dopo l’estate.
E questa volta i cervelloni capeggiati dal neurobiologo Edoardo Leo non sono impegnati a creare una droga sintetica: costituiscono invece una task force che, in forza di un patto segreto stretto con la Polizia (rappresentata dall’ispettore Greta Scarano), dovrà  scovare le nuove smart drugs e fermare così la loro diffusione. I ricercatori agiranno nell’ombra e, in cambio, si ritroveranno la fedina penale pulita.
 Inseguimenti spettacolari, scazzottate sul tetto di un treno in corsa, colpi di scena, cervelli in fuga, molte risate, dialoghi degni della migliore commedia italiana e un cast “stupefacente” di cui fanno parte anche Stefano Fresi, Paolo Calabresi, Valerio Aprea, Libero De Rienzo, Pietro Sermonti, Lorenzo Lavia, Marco Bonini, Rosario Lisma, Giampaolo Morelli, Valeria Solarino, Luigi Lo Cascio: questo il menu del film. “Il desiderio di girare il sequel della mia commedia di esordio”, spiega Sibilia, “è nato dalla richiesta generale di continuare la saga. E dal mio amore per la commedia italiana combinata con il cinema d’azione degli anni Settanta: tra i miei film di culto ci sono “Terminator 2”, “GHostbusters 2”, la trilogia di “Ritorno al futuro”, “Indiana Jones”, “Fantozzi”, “Amici miei”.
Aggiunge Edoardo Leo: “Il film intende far riflettere, in chiave comica, su un problema sociale: il destino dei precari e la difficoltà di trovare lavoro in Italia“. “Smetto quando voglio 2” e “Smetto quando voglio 3” sono appoggiati da La Sapienza, che ha ospitato parte delle riprese: “L’Ateneo si propone di promuovere”, ha spiegato il professor Morcellini, “la ricerca e, il lavoro dei giovani studiosi e il brand La Sapienza”.

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