Radio e podcast: strumenti innovativi per la comunicazione smart tra aziende e personale

Radio e podcast: strumenti innovativi per la comunicazione smart tra aziende e personale
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Giovedì 5 Maggio 2022, 09:00 - Ultimo aggiornamento: 13 Maggio, 10:00

Marcello Pozza professionista da oltre 20 anni nel mondo della voce e della radio ci spiega come i programmi radiofonici e i podcast sono strumenti utili alle aziende per comunicare con il personale, sia ai fini dell’intrattenimento inclusivo che dell’informazione e formazione

GoodMood Editore è una casa di produzione italiana, con sede a Milano e Padova, con oltre 1.300 titoli distribuiti di cui 700 propri, fondata da Marcello Pozza e Paola Ergi, professionisti del mondo della voce e della radio da più di 20 anni nel settore dell’editoria digitale per la produzione di Audiobook ed eBook, con oltre 40 anni di esperienza e collaborazioni importanti con player come, Radio Deejay, con l’apertura degli studi milanesi, e il rilancio del network Radio Kiss Kiss.

Ormai da anni molte realtà, dalle piccole alle medie imprese, ai grandi gruppi e anche le scuole, hanno scoperto come veicolare i propri contenuti attraverso una comunicazione efficace e inclusiva, che possa intrattenere e allo stesso tempo formare. Marcello Pozza, e la sua casa di produzione, strutturano programmi ad hoc a seconda delle necessità di ciascuna impresa che voglia aumentare la propria reputazione e fidelizzare il personale. Tra le case histories più importanti ricordiamo quella strutturata per Banca Intesa Sanpaolo che attraverso una radio interna ricordava in modo ironico e leggero scadenze e date importanti ai clienti o venivano spiegati argomenti relativi all’economia. Oppure quella relativa al marchio di calzature Bata con la quale Pozza ha realizzato il programma Daily Dosage Knowledge per la radio interna per formare e istruire i dipendenti del negozio, o con Geox per il quale, sempre attraverso la radio interna, ai dipendenti venivano dati dei suggerimenti su come affrontare la quotidianità della giornata lavorativa.

L’esperienza maturata alla radio in ambito editoriale come è approdata a servizio dei grandi brand per fini comunicativi e formativi?

Ho iniziato da giovanissimo con la Gialappa’s band a fare la radiocronaca dei Mondiali di calcio del ’90 ma l’opportunità di traslare l’esperienza radiofonica a servizio delle aziende è stata colta successivamente, in un periodo in cui i programmi radiofonici venivano venduti alle emittenti, lavoro che richiedeva delle competenze in ambito tecnologico, produttivo e operativo. Abbiamo quindi incrociato i dirigenti di Intesa Sanpaolo che avevano problemi con la distrazione del personale, “la gente non legge”, ci dicevano, e allora usando la loro radio interna, abbiamo formato due speaker per parlare alle lavoratrici e lavoratori bancari informandoli delle relative comunicazioni aziendali. Il progetto ha avuto grande successo tra decine di migliaia di persone ed è durato sei anni, fino al cambio dei vertici. Da lì sono nate ulteriori esperienze e collaborazioni, abbiamo per esempio reinventato il format delle dediche usate tra i colleghi. La radio si è allora affermata all’interno delle aziende come strumento di condivisione, informazione e formazione per veicolare contenuti.

Su che bisogni vengono strutturati i programmi?

La richiesta di una radio interna da parte delle aziende nasce dal bisogno di divulgare i temi più ostici da comunicare e da memorizzare. Con la radio abbiamo intrapreso la strada dell’ironia, imparare prendendosi gioco di se stessi. Parlare in terza persona ti permette di poter dare delle indicazioni generiche, raccomandazioni e anche correzioni in maniera indiretta senza dover redarguire personalmente il dipendente. In questo modo, la radio permette una diffusione maggiore di informazioni e istruzioni, tutte da ascoltare e comprendere mentre si è impegnati a fare altro. E ogni progetto, programma radiofonico o podcast, viene pensato specificamente per le singole realtà in base alle proprie esigenze.

Quali sono le case histories più significative?

Un’azienda farmaceutica ha deciso di affiancare alle audio comunicazioni ordinarie rivolte al personale, una serie di audio libri da ascoltare in macchina durante gli spostamenti. Vi è stato così un aumento dell’80% della fruizione dei contenuti sulla piattaforma: oltre all’informazione e formazione, il podcast è stato usato anche per l’intrattenimento e il relax quando si ritorna a casa dal lavoro. Sull’onda di una forte adesione e interesse, l’offerta dei contenuti si è poi ampliata a tutta la famiglia con l’inserimento di fiabe audio da ascoltare con i bambini. Abbiamo realizzato anche una piattaforma di formazione per una realtà del Terzo Settore finalizzata a insegnare ai responsabili a parlare con chiarezza e incisività dei propri progetti. Anche tra gli stessi Millennials vi è grande curiosità per questi prodotti scelti per poter studiare in maniera agile e divertente. A tal proposito, sono stati realizzati anche dei podcast dedicati a personaggi illustri della storia e il feedback ricevuto dalle studentesse e dagli studenti è stato molto interessante per la valutazione dell’impatto. Come in altre occasioni, questi podcast hanno ampliato le loro competenze nell’espressione, insegnando loro a parlare meglio.

Il podcast è dunque un altro servizio funzionale all’engagement e alla condivisione. A tal proposito GOODMood ha lanciato nel 2018 la creative factory Goodadd. Come vengono pensati i podcast, attorno a quali tematiche, a chi si rivolgono e cosa li differenzia da un programma radiofonico?

Negli ultimi dieci anni la tecnologia ha cambiato radicalmente la nostra vita. In questo caso i podcast rappresentano da un po’ di tempo la nuova frontiera di fruizione dei contenuti audio. A differenza della radio che è uno strumento di flusso quotidiano, i cui contenuti possono essere persi o replicati o ascoltati in maniera disinteressata, il podcast, invece, non solo richiede una maggiore cura nella sua realizzazione, ma anche nell’ascolto; implica infatti la scelta dell’utente di fruirlo in un determinato momento. Proviamo a immaginare quanto sarebbe comodo se le mail lunghe oltre venti righe fossero degli audio ascoltabili, non sarebbe così più semplice gestire le comunicazioni professionali e/o personali in questa modalità? Sono molti i formati a disposizione: l’intervista, lo sceneggiato oppure la spiegazione da parte di un talent, personaggio noto nell’ambito della ricerca o della cultura, di un argomento. Strategie comunicative che aumentano la credibilità e fiducia in chi ascolta e anche la brand reputation di chi eroga quel contenuto.

Qual è il prossimo futuro?

Sono molto fiducioso di questi strumenti, delle potenzialità che possiedono e di come possono essere sfruttate ai fini relazionali e comunicativi. Nel mio mestiere ho cercato sempre di adattare le mie competenze e idee al presente che muta. Abbiamo ulteriori prgogetti in campo e confido inoltre nelle nuove generazioni, nella loro dimistichezza con le nuove tecnologie e nella loro capacità di fruirle, e modificarle anche, senza troppe resistenze.

Lucia Medri

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