Lazio, ecco chi è Felipe Anderson
Il nuovo jolly biancoceleste

Sabato 22 Giugno 2013 di Daniele Magliocchetti
ROMA - Estroverso, ma non presuntuoso, sempre con la battuta pronta, fanatico della tecnologia e stramaledettamente bravo a giocare a pallone. E’ il ritratto di Felipe Anderson Pereira Gomes, noto a tutti come Felipe Anderson, soprannominato Pipe, la piccola stella del Santos, vent’anni compiuti ad aprile, che già fa sognare gran parte della tifoseria della Lazio. Lui e Neymar sono cresciuti insieme nel Peixe (il Santos ndr), sono amici fraterni e fino a qualche settimana fa giocavano insieme, facevano divertire ed entusiasmare la gente. Appene terminati gli allenamenti, si rifugiavano a casa a giocare con la Playstation e con la Wii.



I GEMELLI DEL GOL

Entrambi venivano definiti i ragazzini terribili perché in campo facevano letteralmente ammattire gli avversari, anche se tra i due chi brillava di luce propria, diventando un vero e proprio personaggio, era il numero undici del Santos, neo attaccante del Barcellona. Lui, Felipe, anche se odia essere chiamato in questo modo, non ci badava e non era nemmeno invidioso dell’amico. L’amicizia tra i due è talmente forte che un anno fa, al termine di un Santos-Atletico Mineiro, dove venne fischiato sonoramente per via di una brutta prestazione, alcuni tifosi lo aspettarono fuori dallo stadio, ma fu Neymar che si mise in mezzo, pregando di lasciar stare il suo amico. Il giorno dopo, l’attuale giocatore del Barça, prese la parola a una radio, dicendo di tutto e di più a chi contestava l’amico Felipe.



Che non arriva da una stagione proprio esaltante, forse quella maglia numero 10 che è stato di O Rei Pelé pesava più del dovuto, ma per il presidente Claudio Lotito, spinto all’acquisto come non mai dal diesse Igli Tare, rappresenta il fiore all’occhiello del mercato. Il patron l’ha inseguito e trattato da dicembre e finalmente, dopo la delusione di gennaio e dopo un estenuante tira e molla di questi giorni, è riuscito ad assicurarselo per poco più di otto milioni di euro.



ADOLESCENZA DIFFICILE

Come la maggior parte dei calciatori brasiliani, anche Felipe, nato e cresciuto a Brasilia, la capitale, non ha avuto un’adolescenza facile. Il papà faceva lo spazzino, la mamma casalinga e mangiare tutti i giorni non era proprio scontato. «La mia vita è stata difficile, era tosta per i miei arrivare a fine mese. Papà e mamma si massacravano per me i miei quattro fratelli. Non avevamo mai un soldo in tasca, ci aiutavamo con i nostri amici poveri. Così ho imparato a svegliarmi ogni giorno per essere il migliore», racconta il giovane Felipe Anderson che tra i suoi miti ha Kakà, ma anche Roberto Carlos e Ronaldo, il Fenomeno.



Di lui, attaccato come pochi al telefonino per chattare via twitter e facebook, si dice che sia un latin lover, ma in realtà è innamorato di Camilla, la sua fidanzatina, forse anche lei verrà nella capitale una volta terminata la scuola. E’ di religione evangelica, come Hernanes. E come il Profeta ha avuto lo stesso maestro di calcio, Muricy Ramalho, l’allenatore che ha vinto tutto con il San Paolo e col Santos.



TRATTATIVA ANCORA SUL FILO

L’annuncio ufficiale ancora non è stato dato, perché si stanno definendo gli ultimi dettagli, come la dilazione del pagamento delle rate, almeno è quello che ha chiesto Neilo Lucas, uno dei proprietari della Doyet Sports, il fondo inglese che anche ieri ha provato a ostacolare l’affare, aumentando la percentuale di una futura cessione e chiedendo a Lotito di mantenere una quota del cartellino del calciatore, ma i regolamenti europei non lo consentono. La Lazio, spazientita (e anche Felipe, dato in piena crisi di nervi), sta continuando a trattare, tanto che il ds Tare ha posticipato di un giorno il rientro in Italia. Ultimo aggiornamento: 23 Giugno, 10:39 © RIPRODUZIONE RISERVATA