Boccassini al Csm: «Nessuna irregolarità sulle inchieste Expo e Ruby»

Lunedì 12 Maggio 2014
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Non c'è stata nessuna irregolarità né violazione delle regole nell'assegnazione dei fascicoli da parte del procuratore capo di Milano, Edmondo Bruti Liberati, in particolare relativi alle inchieste du Ruby ed Expo.

È quanto avrebbe sostenuto il procuratore aggiunto di Milano, Ilda Boccassini, nel corso dell'audizione davanti alla settima commissione del Consiglio superiore della magistratura, nell'ambito dell'istruttoria avviata a seguito dell'esposto presentato dall'aggiunto Alfredo Robledo.



Sul caso Ruby Boccassini ha spiegato che tutto è nato con il passaggio del Pm titolare dell'indagine, Sangermano, alla Direzione Distrettuale Antimafia, di cui lei è la coordinatrice. Ci fu poi una riunione con i colleghi responsabili dei pool che sino a quel momento avevano seguito il caso, in cui si concordò che il coordinamento sarebbe passato a Boccassini. Il magistrato, confermando quanto aveva già raccontato il capo della Procura al Csm, ha detto che in particolare l'Aggiunto Alberto Nobili, a cui faceva riferimento Sangermano, fu felice di spogliarsi dell'inchiesta. Quanto al mancato coinvolgimento del responsabile del Dipartimento dei Reati contro la Pubblica Amministrazione Alfredo Robledo, Boccassini ha spiegato che, dopo l'iscrizione di Silvio Berlusconi nel registro degli indagati per concussione e prostituzione minorile, non fu più compiuto alcun atto di indagine fino alla richiesta, un mese e mezzo dopo, del giudizio immediato per l'ex premier. Riguardo all'indagine sull'Expo, Boccassini ha confermato anche in questo caso la competenza della Dda, spiegando che tutto è partito da un'indagine di mafia. E ha fatto presente che sin dall'inizio, quando sono emersi reati di corruzione, l'inchiesta è stata coassegnata anche al Dipartimento di Robledo. Ultimo aggiornamento: 13 Maggio, 13:51 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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