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Giù l'utile dello IOR. Ora scatta la “fase due” della riforma

Giù l'utile dello IOR. Ora scatta la “fase due” della riforma
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Martedì 8 Luglio 2014, 11:39
(Teleborsa) - Il bilancio 2013 dell'Istituto Opere Religiose (IOR), chiude con un pesante calo dell'utile a 2,9 milioni di euro a fronte degli 86,6 milioni dell'anno prima, a causa di una serie di oneri di natura straordinaria, come le rettifiche dei fondi di investimento e la riduzione del valore dell'oro.
Escludendo queste poste, l'utile sarebbe stato altrimenti di 70 milioni.



La banca vaticana ha però contribuito a finanziare il budget della Santa sede con 54 milioni di euro, sostanzialmente n linea con il 2012.



Nel bilancio trovano posto anche delle perdite (circa 15 milioni di euro) derivanti dall'operazione denominata Lux Vide, voluta dal Cardinal Tarcisio Bertone e relativa ad un prestito a favore della casa cinematografica fondata da Ettore Bernabei.



Nel 2013, lo IOR ha anche proceduto ad una completa verifica dei conti aperti dalla clientela, restringendo la platea di beneficiari (perlopiù dipendenti ed ecclesiastici) e chiudendo circa 3.000 conti, di cui 2.600 relativi ai cosiddetti corti dormienti (conti da tempo non operativi e sui quali sono stati riscontrati saldi di minima entità).



Si chiude così la prima fase dell'ampio processo di rinnovamento voluto da Papa Francesco, di cui si era discusso già durante l'ultimo Conclave. Ora, scatta la Fase due della riforma della banca vaticana, che prevede l'integrazione dello IOR nel nuovo contesto economico-amministrativo della Santa Sede ed un totale rinnovamento della dirigenza e dei vertici.



Intanto, lo IOR segnala che l'andamento dei primi mesi del 2014 appare soddisfacente, avendo generato utili per poco più di 57 milioni di euro.
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