Spionaggio a Berlino, espulso funzionario dei servizi segreti americani

Angela Merkel
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Il portavoce del governo tedesco, Steffen Seibert, ha annunciato l'espulsione del capo della stazione della Cia a Berlino, in seguito alle rivelazioni secondo cui agenti tedeschi sarebbero stati al soldo degli Stati Uniti. La rivelazione di Binninger è arrivata dopo che la commissione ha avuto un briefing confidenziale con funzionari dell'intelligence tedesca.



Su questo provvedimento, nell'acuirsi dello scontro con Washington sulle rivelazioni del Datagate, circolavano indiscrezioni da ieri, quando è emerso un nuovo caso di spionaggio in Germania, con l'apertura di un'inchiesta della Procura su un secondo agente dei servizi tedeschi che avrebbe venduto informazioni agli Usa dopo essere stato assoldato dalla Cia.



«Con gli Stati Uniti vedo una differenza di principi molto grande rispetto ai compiti dei servizi segreti dopo la guerra fredda -ha detto la cancelliera tedesca Angela Merkel - Ci sono problemi enormi - non solo le sfide in Siria e con l'Isis - nella difesa dal terrorismo, che per me sono prioritari rispetto alla questione di spiarsi tra alleati. Nel periodo della divisione in blocchi contrapposti in generale non ci si fidava degli altri Paesi. Mentre oggi, nel XXI secolo, ci dobbiamo chiedere quali siano i compiti dei servizi. Ora abbiamo nuove minacce, asimmetriche e credo che in questi tempi, molto più imprevedibili, sia decisivo che si possa costruire fiducia tra gli alleati».



Il ministro delle Finanze Wolfgang Schaeuble ha detto che la collaborazione con Washington non può significare «che gli americani possano dare lavoro a gente di terza classe da noi. Questo è così stolto che su questa stupidità si può solo piangere». Anche la cancelliera prende la cosa sul serio, avverte Schaeuble, secondo cui Angela Merkel «is not amused»: non si diverte affatto. Schaeuble ha sottolineato comunque che «se noi non avessimo ottenuto informazioni dai servizi grazie alla partnership (con gli Usa) non avremmo avuto neanche un minimo di chance di difendere la Germania da attacchi terroristici». La polemica con Washington si è surriscaldata di fronte all'ultima rivelazione su un secondo 007 tedesco che avrebbe fatto il doppio gioco per gli americani - caso su cui è stata aperta una indagine di procura - passando loro dei documenti. Si tratta del secondo caso venuto alla luce in pochi giorni, nel clima già teso per le rivelazioni, pubblicate da der Spiegel, sull'uso massiccio delle intercettazioni telefoniche da parte dei servizi americani, che avrebbero controllato perfino il cellulare della cancelliera.
Giovedì 10 Luglio 2014, 15:18 - Ultimo aggiornamento: 11 Luglio, 16:35
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