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Beatrice Fazi: «Grazie al Papa che ha ridato dignità agli attori»

L'attrice Beatrice Fazi
2 Minuti di Lettura
Domenica 27 Aprile 2014, 17:55 - Ultimo aggiornamento: 18:11
Tanti giovani cattolici sono pronti a dichiarare che partecipare alle Giornate Mondiali della Giovent (Gmg), volute da Giovanni Paolo II, ha cambiato loro la vita. Nel caso di Beatrice Fazi, attrice, vista in tante fiction di successo in Rai, è stato non esserci che ha segnato una svolta nella sua esistenza. Il riferimento è alla Gmg di Roma del 2000 e a quella famosa notte della veglia a Tor Vergata, il 19 agosto, con 2 milioni di giovani arrivati da ogni parte del mondo.



«Quell’onda vitale che ha invaso Roma in quel periodo, ha colpito anche me. Quella notte il Papa disse che Roma avrebbe sentito quel chiasso e a me tutto quell’entusiasmo è arrivato addosso in un momento molto particolare della mia vita – racconta la Fazi, salernitana di origini ma romana ormai di adozione -. Ero appena tornata dalle vacanze con il mio fidanzato di allora, Pierpaolo, che poi sarebbe diventato mio marito, eravamo in moto e ci siamo letteralmente imbattuti in questi fiumi di giovani che cantavano, pregavano, con i loro rosari e i loro fazzoletti gialli. Io ero assolutamente lontana dalla chiesa in quel periodo, anzi, ero anche un po’ contraria – confessa l’attrice -.



Fui anche infastidita da tutti quei giovani. Roma, il 19 agosto sarebbe dovuta essere deserta, tutta per me. Ma a un certo punto fui colpita dalla profondità dello sguardo di uno di questi giovani. Uno sguardo proteso verso l’infinito, verso il futuro. Ho capito solo dopo cosa possa essere accaduto. Mi è sembrato di leggere in quegli occhi una promessa, una speranza, l’essere parte di un tutto pieno di felicità. Quegli occhi pieni di gioia, quell’essere tutti in cammino, hanno provocato in me un cortocircuito».



Il potere delle Giornate Mondiali della Gioventù è sempre stato quello di far convergere giovani dai posti più disparati del pianeta, che non si conoscono, non parlano la stessa la lingua, ma cercano la stessa cosa: condividere la fede e l’essere credenti, ascoltare le parole del Papa e farle proprie. E quando Beatrice Fazi rievoca il momento topico della sua vita, le si legge negli occhi la stessa gioia provata da quel giovane quel famoso 19 agosto del 2000.



«Quel momento è stato l’inizio di un cammino che ha dato tanto frutto nella mia vita – continua la Fazi -. Sento di dover ringraziare Giovanni Paolo II per tanti motivi: per l’essere stato capace di parlare agli artisti, di ridare dignità al mio lavoro che veniva considerato strano, di farmi capire che anche fare l’attrice poteva essere una vocazione che mi permetteva di comunicare alle persone della mia fede. Le sue parole sul matrimonio, sulla vita di coppia, sulla politica, sono ancora molto attuali».
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