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AXA Rapporto salute mentale: giovani e donne ancora i più colpiti

AXA Rapporto salute mentale: giovani e donne ancora i più colpiti
4 Minuti di Lettura
Martedì 1 Febbraio 2022, 17:00 - Ultimo aggiornamento: 16 Febbraio, 08:00

AXA presenta il Mind Health report 2022: la ricerca annuale sulla salute e il benessere della mente coincide con il lancio dell’AXA Mind Health Index, indice che sarà presentato annualmente per monitorare i progressi compiuti sulla salute della mente e sostenere gli stakeholder nel loro approccio alla salute

AXA presenta l’edizione 2022 dello studio Being MindHealthy, il report sulla salute mentale e il benessere (clicca qui per scaricare il documento). È l’indagine più ampia mai lanciata dal gruppo, condotta da IPSOS su un campione di 11.000 persone di età compresa tra i 18 e i 75 anni in 11 paesi europei e territori asiatici (Italia, Francia, Regno Unito, Germania, Spagna, Irlanda, Belgio, Svizzera, Cina, Hong Kong e Giappone). La ricerca restituisce una visione sullo stato di salute mentale, dalla percezione del disagio emotivo a quella di stress e di ansia, fino alla diagnosi della malattia e indaga quali siano i comportamenti e le azioni messe in campo per reagire allo stress e migliorare il benessere psicofisico. Per poter valutare lo stato di benessere mentale, AXA ha elaborato il Mind Health Index, un indice che mira ad identificare potenziali situazioni critiche e problemi, prima che diventino gravi e che fornisce indicatori sulle azioni possibili da mettere in atto cambiando abitudini e stili di vita per migliorare il proprio benessere.

Il primo vero strumento di cura è la conoscenza e la possibilità di prevenzione che da essa ne deriva. I risultati di questa ricerca pongono le basi perché possiamo intervenire a più livelli per promuovere una cultura della salute, che comprende anche la salute della mente e il wellbeing. In AXA Italia siamo impegnati a superare lo stigma che esiste su questo tema, promuovendo il benessere collettivo e un giusto equilibrio tra vita privata e vita lavorativa con sempre nuovi e innovativi servizi per i clienti e iniziative rivolte alle nostre persone e alla società dichiara Giacomo Gigantiello CEO AXA Italia.

Sono 4 i profili di salute e benessere mentale definiti dalla ricerca:

  • coloro che combinano benessere sociale, emotivo e psicologico ad un livello di soddisfazione massima (Flourishing)
  • coloro che mostrano benessere in alcune aree, ma con una percezione generale meno intensa (Getting by)
  • coloro che non si sentono al pieno delle proprie capacità e manifestano assenza di un benessere positivo (Languishing)
  • coloro che riportano totale assenza di aree di benessere, per i quali la fatica è associata a disagio emotivo e compromissione psicosociale (Struggling)

La ricerca conferma la tendenza, emersa nell’indagine AXA dello scorso anno, che vedeva le donne e i più giovani, in particolare in Europa e specialmente in Italia, tra le categorie più colpite nel benessere psicologico a causa della pandemia (48% in Italia vs 33% global). Sempre in Italia infatti ben il 78% dei rispondenti (vs 38% della media degli altri Paesi) dichiara di aver perso l’accesso ai servizi di assistenza per l’infanzia e alla scuola in presenza. Dall’indagine emerge invece come gli uomini abbiano un miglior stato di benessere mentale legato anche ad una maggiore sicurezza del lavoro e del reddito, poiché i settori più duramente colpiti dalla pandemia sono quelli che vedono un maggiore impiego femminile, come ad esempio scuole, sanità e ospitalità.

Nonostante l’Italia risulti, insieme a Francia e Giappone, tra i Paesi la cui popolazione è più colpita sul fronte della salute mentale, persiste un forte stigma sull’argomento: gli italiani tendono a non parlare con i figli di questo argomento e sono tra le popolazioni meno propense in Europa a cercare sostegno da familiari e amici in caso di disagio mentale. Colpisce infatti che sia l’unico paese europeo dove il numero delle persone che hanno fatto autodiagnosi è superiore rispetto a quello di chi si è rivolto a uno specialista. A questo corrisponde una percezione elevata di stress: in Italia, come a Hong Kong, in Irlanda, e nel Regno Unito, oltre la metà dei rispondenti ha dichiarato di sentirsi stressato. Sebbene lo stress non sia classificato come una malattia mentale, può essere un primo passo verso l’ansia e la depressione.

Inoltre gli Italiani pongono la pandemia come una delle variabili che ha influito maggiormente sulla salute mentale, seconda solo all’economia e all’occupazione. Ma sono tuttavia tra coloro che manifestano un buon livello di ottimismo per il futuro e adottano un approccio positivo per superare le difficoltà (63% campione Italia vs 55% media Globale). Emerge globalmente la prioritizzazione della propria salute mentale e l’urgenza di aumentare la consapevolezza per le soluzioni preventive. In Italia, solo il 24% degli intervistati ritiene che il sistema sanitario pubblico fornisca un supporto adeguato e solo il 31% ritiene che il proprio datore di lavoro dia sostegno ai propri collaboratori quando si tratta di salute mentale. Per questo le aziende e i sistemi sanitari giocheranno un ruolo sempre più cruciale nel migliorare la prevenzione, il supporto e la cura della salute e del benessere della mente. L’indagine suggerisce nuovi bisogni di protezione, che grazie anche al supporto dell’innovazione tecnologica e della telemedicina possono trovare risposta.

Il costo delle malattie legate alla mente e non diagnosticate o mal gestite è colossale. L’OCSE pone l’impatto economico fino al 4,2% del PIL. In qualità di leader internazionale nell’assicurazione sanitaria, AXA vuole avere un impatto positivo sulla salute e sul benessere della mente su larga scala, per prevenire meglio i problemi di salute. Attraverso questo studio, siamo orgogliosi di offrire un approccio olistico, focalizzato sull’essere una forza positiva per il progresso umano, aiutando le persone a prevenire e affrontare i problemi in anticipo e proteggendo al contempo il loro benessere emotivo. Il nostro studio sulla salute mentale ha sbloccato alcune preziose intuizioni. Sono fiducioso che la ricerca futura, la nostra e quella degli altri, continuerà a consentirci di prosperare come individui e comunità” ha commentato Antimo Peretta, CEO Europe & LATAM di AXA e membrodel Management Committee di AXA.

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