Britney Spears desidera un altro figlio: «Ricomincio a vivere, vorrei una bambina»

Britney Spears desidera un altro figlio: «Ricomincio a vivere, vorrei una bambina»
di Leonardo Jattarelli
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Mercoledì 17 Novembre 2021, 15:37

La voce girava da tempo, e ora che Britney Spears ha ottenuto di essere libera dalla tutela del padre,  sta condividendo con i suoi fan l’idea di come potrebbe essere la sua vita adesso, dopo 13 anni di “sottomissione” al genitore.

Britney Spears libera: dopo 13 anni un tribunale di Los Angeles ha revocato la custodia legale

La pop star, 39 anni, ha poi pubblicato martedì scorso sul suo Instagram l’immagine di un bambino in punta di piedi accanto a un altro paio di piedi nudi. «Sto pensando di avere un altro bambino!!!» ha scritto la cantante, che si è fidanzata con Sam Asghari a settembre. «Mi chiedo se questa sia una ragazza... è in punta di piedi per raggiungere qualcosa... questo è sicuro» commenta la foto: un segnale chiaro del desiderio della cantante, e magari che il nuovo figlio che vorrebbe possa essere una bambina.

Già durante la sua udienza di giugno per la tutela, la Spears aveva parlato del suo desiderio di avere un altro figlio e aveva affermato che le restrizioni della tutela non le avrebbero permesso di espandere la sua famiglia.
«Vorrei andare avanti passo dopo passo ed essere in grado di sposarmi e avere un bambino» ha detto la Spears che condivide i figli Preston, 16 anni, e Jayden, 15, con l’ ex marito Kevin Federline.
Questa settimana, l’ex responsabile della tutela della cantante, Jodi Montgomery, ha rivelato che la cantante di “Womanizer” sarà supportata da un “piano di cura” sviluppato dal team medico di Montgomery per aiutare la Spears nel suo adeguamento post-conservazione. Il piano di assistenza è “in relazione ai bisogni e ai migliori interessi della signora Spears». Mentre la tutela del patrimonio e della persona della Spears è stata revocata, coluiche si occupa temporaneamente della sua tutela, John Zabel, avrà “poteri amministrativi” riguardo al fondo fiduciario e al patrimonio della Spears.

I precedenti

Quasi 14 anni sono trascorsi dalla decisione di un tribunale californiano di rendere l’idolo delle teen-ager incapace di intendere e di volere a tutti gli effetti pratici e legali. Qualche giorno fa, la giudice Brenda Penny della Superior Court di Los Angeles ha però revocato la decisione in un’udienza durata appena mezz’ora. «La “conservatorship” sulla persona e i beni di Britney Jean Spears non è piu richiesta e d’ora in poi è terminata», ha detto la Penny riferendosi all’istituto legale usato di solito per persone molto anziane o non più in possesso delle proprie facoltà mentali. Era stato Jamie Spears, il padre della cantante, a chiedere nel 2008 di assoggettare al suo nulla osta ogni decisione di Britney citando pubblici crolli mentali e il sospetto uso di droghe nel mezzo della battaglia con l’ex marito Kevin Federline per la custodia dei figli. Da temporanea, la custodia era diventata permanente alla fine di quell’anno.

Col tempo però le circostanze erano cambiate, la pop star aveva continuato a lavorare, sia in tournée che a Las Vegas, guadagnando centinaia di milioni di dollari, sempre restando sotto il giogo del padre e degli altri tutori. Per anni Britney non si era pubblicamente lamentata. Voci sul fatto si sentisse prigioniera contro la sua volontà avevano però cominciato a circolare tra i fan che, all’annuncio della vittoria legale della cantate, si sono radunati, come per le altre udienze, nelle strade sotto la corte, facendo esplodere grida di gioia. Era nato un movimento, il #FreeBritney, che aveva allargato il dibattito ai potenziali abusi della «custodianship» prendendo spunto dal caso della cantante. «È un movimento per i diritti umani», aveva proclamato Britney indossando una maglietta con questo messaggio in un video postato su Instagram dal fidanzato Sam Ashgari a poche ore dall’udienza. E poi, sempre sui social dopo il verdetto: «Amo i miei fan da impazzire. Piangerò per il resto del giorno!!! Il miglior giorno di sempre», ha commentato dopo aver appreso il verdetto. 

Britney sta per compiere 40 anni e per la prima volta in oltre un decennio si è svegliata libera di decidere in totale autonomia sulla sua vita. Una richiesta che la cantante aveva fatto di persona, testimoniando in voce quattro mesi e mezzo fa davanti alla Penny. «Rivoglio indietro la mia vita», aveva detto il 23 giugno rivelando dettagli scioccanti: che avrebbe voluto risposarsi e avere figli, ma i tutori le negavano l’appuntamento per togliere la spirale, tanto per fare un esempio. La giudice a fine settembre aveva sospeso Jamie dal ruolo «tossico» di tutore tenendo peraltro in piedi il sistema della «custodianship» fino a nuovo ordine. Assistita dal nuovo avvocato Mathew Rosengart, Britney intanto aveva continuato a dare addosso alla famiglia, tirando in ballo anche la madre per aver avuto l’idea iniziale della tutela e per «averle segretamente rovinato la vita». Restano aperti alcuni nodi, tra cui gli astronomici pagamenti degli avvocati di questa lunga battaglia. Su questo la giudice deve ancora esprimersi e potrebbe farlo in una nuova udienza il 19 dicembre. 

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