Omicidio di Willy, il parroco: «La violenza non si cancella al di là dei processi»

Omicidio di Willy, il parroco: «La violenza non si cancella al di là dei processi»
di Annalisa Maggi
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Giovedì 20 Ottobre 2022, 15:48 - Ultimo aggiornamento: 15:49

Nuovi esami per la difesa dei fratelli Bianchi, per il parroco di Paliano sono solo sofismi giuridici. Ogni volta che la cronaca registra una novità, in particolare sull'aspetto giudiziario della vicenda giudiziaria che riguarda la morte di Willy Monteiro Duarte, a Paliano, il paese del cuoco 23enne barbaramente pestato a morte nella notte tra il 5 e il 6 settembre del 2020, si riapre una ferita mai cicatrizzata- Un dolore che nessuno è disposto a dimenticare nemmeno dopo la sentenza di primo grado che, a luglio scorso, ha condannato all'ergastolo i fratelli Marco e Gabriele Bianchi, a 23 anni Francesco Belleggia e a 21 Mario Pincarelli.

Stavolta a scuotere l'animo di amici e conoscenti di Willy è la decisione della Corte d'Assise di Frosinone che ha autorizzato la difesa di Gabriele Bianchi all'esame dei vetrini istologici preparati a seguito dell'esame autoptico svolto sul corpo del giovane, al fine di eseguire nuovi esami sui campioni. I legali dei Bianchi vogliono, infatti dimostrare che non è stato di uno dei due fratelli il calcio che è costato la vita a Willy.

IL PARROCO

«Non sono un esperto di diritto ma l'impressione è che si ricorre a sofismi giuridici quando è apparso abbastanza evidente durante il dibattimento e confermato dalla sentenza che questo ragazzo è stato vittima di una violenza efferata. Stabilire se si tratta di un colpo piuttosto di un altro, un cittadino normale fa molta fatica a capire quale sia la differenza sostanziale».

A commentare il recente sviluppo processuale è don Paolo Baldo, parroco di S. Andrea Apostolo, la comunità nella quale la mamma di Willy ha sempre prestato servizio e che continua a frequentare partecipando abitualmente alle celebrazioni liturgiche. A Don Paolo, che ha seguito e formato centinaia di giovani negli oltre trent'anni di cura pastorale delle tre parrocchie, compresa quella di Paliano, che gli sono state affidate, abbiamo chiesto cosa ne pensa della reazione, in particolare, degli amici di Willy.

I ragazzi, infatti, dopo tanto clamore mediatico al quale sono stati involontariamente sottoposti, sono sempre più restii a rilasciare dichiarazioni e a comparire in pubblico. Sembrano essersi chiusi nel loro dolore rinunciando a esprimere i sentimenti che la morte cruenta di un amico ha sedimentato nel loro cuore.

«All'inizio da parte di tutti c'è una risposta emotiva, col passare del tempo questa emotività cade e rimane il trauma, quindi è anche comprensibile che questi ragazzi argomenta il parroco di S. Andrea Apostolo - non amino e non desiderino, fuori dalle aule processuali dove hanno l'obbligo e il dovere di testimoniare, soffermarsi a disquisire ancora su un'esperienza che per loro è stata assolutamente tremenda».
 

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