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Voto e carte bollate, pignorati i conti del Comune

Voto e carte bollate, pignorati i conti del Comune
di Marco Barzelli
3 Minuti di Lettura
Venerdì 10 Giugno 2022, 10:46

Il ricandidato sindaco Paolo Fallone, dopo la tegola milionaria per la Tari non pagata, non pare trovare pace. L'Unione Antica Terra di Lavoro, a ridosso della sfida elettorale con Marinella Ianniello, ha pignorato i conti correnti del Comune di San Giovanni Incarico.

L’amministrazione Fallone, contrariamente a quanto disposto dal Tribunale di Cassino agli inizi del 2020, non ha pagato oltre 53 mila euro per le spese di gestione di una casa famiglia. Aggiungendo le spese legali fanno più o meno in tutto 64 mila euro. A questo punto i fondi comunali sono stati congelati e i crediti rivendicati dovrebbero essere espropriati direttamente dal conto in banca nel giro di tre o quattro mesi.

È uno dei vari contenziosi in atto tra l’Unione e il primo cittadino uscente che punta nel mentre al secondo mandato. L’ultima lite giudiziaria della serie ha coinvolto anche il Comune di Frosinone, ma il terzo incomodo ha poi documentato il versamento del dovuto all’ente sangiovannese. L'Unione, assistita dall’avvocato Giuseppe Santopietro, ha accusato il sindaco Fallone di aver trattenuto illegittimamente quelle risorse da destinare al gestore della struttura per minori.

Nelle scorse ore, in attesa del ricorso del Comune, era già scoppiata la questione Tari 2017. Il tribunale, respingendo l’impugnazione di un decreto ingiuntivo accordato all’Unione, ha disposto la riscossione della tassa sui rifiuti e il conseguente pagamento di mezzo milione di euro entro fine anno. Il sindaco aveva invitato pubblicamente i cittadini a non pagare la Tari all’Unione, incaricata di riscuoterla.

Ora, stando alla controparte, il Comune rischierebbe il dissesto. Ad aggiungersi il pignoramento dei conti correnti. Fallone, contattato ripetutamente nella giornata di ieri, è risultato irreperibile. Da domani il silenzio elettorale, domenica le elezioni comunali e poi nuovamente alle prese con conti da saldare e carte bollate.

Il Comune si è opposto invano al pagamento dei 64 mila euro davanti alla Corte di appello di Roma e al giudice delle esecuzioni del tribunale di Cassino. L’udienza è attesa per settembre e comporterà l’assegnazione delle somme all’Unione debitrice.

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