In viaggio tra i borghi per recitare la Divina Commedia, lo spettacolo itinerante di Matteo Fratarcangeli

L'artista Matteo Fratarcangeli
di Matteo Ferazzoli
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Portare la “Divina Commedia” in giro per i borghi di tutta Italia in un recital itinerante. È questa l’iniziativa artistica di Matteo Fratarcangeli, attore e performer teatrale, nato 31 anni fa a Frosinone e residente a Ripi. Da qualche giorno, gira l’Italia per recitare alcuni versi dei canti della "Divina Commedia" e per riflettere con il suo pubblico delle parole del poeta Dante Alighieri.

I palcoscenici in cui l’artista ciociaro si sta esibendo e si esibirà nelle prossime settimane sono 100 borghi sparsi per tutta l’Italia. La sua performance, infatti, ogni giorno viene realizzata in una località diversa, una per ogni canto dell’opera dantesca.

L’artista ciociaro gira da solo, come è lui stesso ad allestire le varie scene. L'iniziativa è organizzata dall’associazione “Il Tempo Nostro” con la collaborazione del comune di Macchiagodena.

La performance itinerante di Matteo è già iniziata negli scorsi giorni. Il primo spettacolo, che lo ha visto protagonista lo scorso lunedì, è andato in scena a Comiso, (Ragusa). Poi altri a Bronte (Catania), Miglierina (Catanzaro) e ieri a Melissa (Crotone).

Ma il suo progetto artistico è appena iniziato: «Abbraccerò tutte le Regioni italiane – spiega Matteo- principalmente arriverò nei piccoli borghi italiani, in quei posti dove magari nessuno festeggiava il sommo poeta o che, magari, sono dimenticati a sé stessi. Ma anche lì è Italia, anche lì si parla la lingua italiana. Solo nei palazzi istituzionali si può celebrare Dante? Ho voluto unire l’Italia con Dante».

L’artista ha una certa esperienza alle spalle, con molti spettacoli teatrali in cui è stato coinvolto. Laureato in “Arti e scienze dello spettacolo e linguistica” all’Università di Roma “La Sapienza”, si è anche diplomato alla scuola Internazionale di recitazione “Teatro senza tempo” ed è stato anche il direttore artistico del Teatro “Gassman” di Ripi.

La voglia di realizzare questi spettacoli incentrati sulla "Divina Commedia", a Matteo è venuta proprio frequentando l’università: «L’idea è nata quando seguivo il corso di Filologia moderna alla Sapienza e studiavamo gli ultimi 13 canti del Paradiso. Era il 2015. L’anno dopo ho intrapreso un viaggio itinerante di 33 giorni, in bicicletta nel sud Italia».

E cosa rappresenta, per lui la “Divina Commedia”? «Identifica il viaggio non fine a sé stesso – risponde l’artista- ma è un viaggio di rinnovo esistenziale dell’uomo e di tutta la società. Oggi, vivendo in momento così travagliato, la Divina Commedia è essenziale per riflettere su chi siamo. Non solo ricordare ed omaggiare Dante – precisa- ma renderlo contemporaneo».

Insieme a questo, a muovere l’artista anche un’altra motivazione: «Dante è il padre della lingua italiana, quindi omaggiamo i 700 anni di “nostro papà”. Quando recito Dante provo l’emozione di colui che vive il senso del viaggio esistenziale verso il desiderio. Senza il desiderio non possiamo capire l’opera dantesca ma anche noi stessi».

Tra le varie tappe del suo lungo viaggio, il performer teatrale si esibirà anche nella sua terra d’appartenenza, la provincia ciociara: «Verranno coinvolte 10 realtà del luogo – illustra Matteo- Il 21 giugno a Montecassino, il 1 luglio ad Ausonia, ad agosto farò molte altre tappe e, infine, il 7 settembre chiuderò a Ripi. La Ciociaria ha tanto da dare – riflette- ma deve emergere, deve credere in sé stessa senza timore. Io amo la Ciociaria ma nello stesso tempo mi piange il cuore perché nessuno la conosce e soprattutto pochi l’apprezzano».

Sabato 5 Giugno 2021, 09:51
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